San Gregorio Armeno, la strada napoletana dei presepi (Depositphotos)

Pezzi unici. E anche se non erano dei Picasso o Modigliani, la 'Collection of Neapolitan Christmas Creche Figures' ha avuto un successo senza precedenti. Si trattava infatti di 25 lotti messi all'asta, esposti nel Texas, non lontano da San Antonio, a New Braunfels. Una collezione che comprendeva le classiche figure del presepe napoletano, tutte originali e risalenti al XIX e inizio XX secolo. Un'asta organizzata da Lark Mason Association dove non mancavano gli angeli come i Re Magi, il Bambinello e i musicisti e tutti quei pezzi che sono tipici del presepe napoletano, quello che ha fatto la storia e (la conferma, anche se non ce n'era bisogno, è arrivata dal successo nel Texas) continua a farla.

"Questi lotti - aveva detto Lark Mason, titolare della casa d'asta - offrono la possibilità di arricchire una collezione già esistente, ma anche di iniziarne una completamente nuova. Con oggetti preziosi, di valore". E l'asta online ha visto decine di persone che non hanno perso tempo pur di cercare di portarsi a casa uno o tanti, di queste opere d'arte che non hanno eguali al mondo. E alla fine il 95% dei pezzi presenti dei 25 lotti sono stati aggiudicati, per un totale di 33.749 dollari che forse non può sembrare a prima vista una gran cifra, ma che invece lo è davvero e per l'ennesima volta Napoli è stata riconosciuta come la capitale di questa arte, quella del presepe fatto di pezzi di legno intagliato, ceramica, tessuti. Ma la gioia per il successo ottenuto dall'asta è stato ancora più grande perchè queste opere d'arte non solo sono finite nelle mani di collezionisti, ma, in un certo senso si può dire che siano tornate a casa. Non si conoscono ovviamente i nomi di chi si è aggiudicato i lotti, ma qualche indicazione da Lark Mason è arrivata ugualmente.

"Sì - ha spiegato con una certa euforia - posso dire che la cosa più gratificante di questa asta è che dopo 150 passati all'estero, la maggior parte dei pezzi venduti tornerà in Italia". E anche l'allestimento per il bando ha avuto il suo impatto. Infatti i pezzi, per esporli tutti a New Braunfels sono state necessarie due stanze, erano custoditi in una magnifica fattoria tedesca del XIX secolo che Mason aveva fatto recentemente restaurare. "Si trattava dello sfondo natalizio perfetto - ha aggiunto - una bellissima scena notturna con la processione di visitatori e spettatori che andavano a vedere la nascita di Cristo". Un'asta non fine a se stessa, ma che ha voluto anche dare l'idea di quello che è un autentico presepe napoletano. E anche la scenografia ha avuto il suo influsso, dal momento poi che l'ultimo giorno d'asta ha visto le offerte moltiplicarsi fino a cinque volte il valore che era stato preventivato per tutti i 65 pezzi che facevano parte dei lotti.

E uno degli aspetti più affascinanti è che non c'erano soltanto le figure classiche del presepe, ma anche tutti gli accessori che rendono quello napoletano un'opera d'arte unica: dagli animali alla frutta, poi tutti gli elementi necessari per realizzare le case, le staccionate, attrezzi e abiti per raccontare nel modo migliore, e più autentico, una storia che va indietro di secoli e che raggiunse il momento di massimo splendore nel Settecento. Frutto del lavoro certosino di artigiani che potevano essere senza problemi comparati ai migliori artisti del momento, solo che avevano deciso di dedicarsi a un'arte che era ammirata in quel periodo esclusivamente durante il periodo natalizio.

Ma proprio la loro grande abilità, a cominciare da Lorenzo Mosca, uno degli artisti più celebri (suo lo splendido presepe del Re di proprietà del Banco di Napoli), seguito, ma anche preceduto, da tanti altri (e di moltissimi non si conosce nemmeno il nome) ha fatto in modo di trasformare l'arte di un breve periodo dell'anno, in uno spettacolo da ammirare sempre. Come ha confermato l'asta di New Braunfels.

di ROBERTO ZANNI

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