Gattuso (Depositphotos)

La crisi è aperta dopo le due sconfitte consecutive, con la Juventus in Supercoppa, a Verona in campionato (una disfatta). De Laurentiis tace, anche se ha fatto visita alla squadra e ha ribadito la fiducia all’allenatore. C’è bufera dietro le quinte del Napoli. Il presidente mette in girotondo Benitez, Allegri e Spalletti. Il destino di Gattuso sembra segnato, ma i nomi dei successori girano a vuoto. Improbabili o troppo ambiziosi per venire a nuotare nelle acqua agitate del golfo.

Intanto c’è da chiedersi se Gattuso e la squadra sono ancora sulla stessa barca. La Coppa Italia può dare una mano per raffreddare il clima surriscaldato, a meno che nello spogliatoio non sia saltato il feeling fra tecnico e giocatori. Sotto accusa Gattuso, ma forse la “rosa” del Napoli non è la terza del campionato, com’era stata valutata, in grado di competere per lo scudetto.

Non può essere la terza “rosa” del campionato se ha otto giocatori di valore medio-basso: Hysaj, Mario Rui, Maksimovic, Lobotka, Politano, Elmas, Petagna, Manolas, più Fabian Ruiz e Zielinski campioni eternamente incompiuti; più il rendimento altalenante di Insigne; più i 34 anni di Mertens; più l’insignificanza di Llorente.

Questo indefinibile Napoli è riuscito a vincere tre partite di seguito una sola volta ed è alla sesta sconfitta (quattro nelle ultime otto partite). Non ha personalità, né continuità. Dopo l’inizio di campionato incoraggiante (quattro vittorie in quattro giornate) si è liquefatto, segnato dalle due sconfitte consecutive a Milano con l’Inter e a Roma con la Lazio.

Torna la Coppa Italia e c’è bisogno di un risultato che metta un freno alla crisi montante. Ma l’avversario è la mina vagante di questa stagione, è lo Spezia spavaldo che ha battuto il Napoli in campionato una ventina di giorni fa e ha appioppato sette gol alla Roma, quattro per estrometterla dalla Coppa Italia e tre in campionato. C’è poco da fidarsi.

I liguri giocheranno il quarto di Coppa Italia allo Stadio Maradona (partita unica) per fare il colpaccio con la loro squadra arrembante e “irresponsabile“.  Giocano senza alcun condizionamento, nessuna soggezione di fronte agli avversari più titolati, nessun problema se vanno sotto, fiduciosi che il loro gioco ben collaudato qualcosa frutterà.

Nel curriculum del Napoli in Coppa Italia ci sono tracce di eliminazioni sorprendenti nei quarti di finale: col Foggia nel 1969, con la Ternana nel 1980, col Catanzaro nel 1982.
Tempi e figuracce lontani. Non possono fare testo. Ma questo Spezia corsaro, che si sta giocando brillantemente la permanenza in serie A al suo primo anno nel massimo campionato, non lascia tranquilli.

Il Napoli non può fallire il passaggio del turno. È il detentore della Coppa. Deve puntare alla finale, strada lastricata di altre difficoltà (in semifinale, l’Atalanta). Intanto, bisogna far fuori lo Spezia. Sembra che Gattuso cambi modulo (4-3-3) e molti azzurri confusi nelle ultime gare resteranno fuori. A Verona il Napoli ha offerto la vittoria alla squadra veneta con disattenzioni madornali, errori di piazzamento, atteggiamento arrendevole e palloni “serviti” agli avversari sul secondo e terzo gol.

La squadra non avrebbe rispettato il piano-gara preparato da Gattuso. È il momento di cancellare gli errori e tirar fuori il massimo impegno e un più alto senso professionale. Qualunque sia la formazione che affronterà lo Spezia, chiunque andrà in campo dovrà riscattare la vergognosa prestazione fornita al Bentegodi.

Mimmo Carratelli