Caos 5 Stelle dopo il no dei "ribelli" a Draghi.

Chi non ha supportato il premier incaricato Mario Draghi "era perfettamente consapevole delle conseguenze". Insomma: non votando la fiducia al nuovo Governo, i ribelli hanno "scelto di chiamarsi fuori, lasciando dei vuoti, contribuendo a frantumare il gruppo". E' quanto, sostanzialmente, ha dichiarato con un post pubblicato su Facebook, il capo politico dei 5Stelle, Vito Crimi, mettendo, di fatti alla porta, i parlamentari ribelli che prima al Senato e poi alla Camera, hanno negato il loro consenso all'esecutivo capitanato dall'ex "numero uno" della Bce.

POLVERIERA 5 STELLE
Tradotto in soldoni: il Movimento 5 Stelle si è trasformato in una polveriera con quella che appare, ormai, come una vera e propria guerra aperta tra grillini filo-governativi e "fuoriusciti".  Questi ultimi, 21 in tutto, come detto, sono stati espulsi dal Movimento. "Basta commiserarci, serriamo le fila e andiamo avanti", ha ammonito, ancora, il leader pentastellato.

TAVERNA ATTACCA CRIMI
Le voci critiche, tuttavia, non sono mancate. La vicepresidente del Senato Paola Taverna (M5S), infatti, ha espresso dissenso nei confronti della "mano pesante" di Crimi: "tanti colleghi che hanno votato in dissenso sono parte fondamentale del Movimento. Serve unità. Proprio in questo momento comincia la nostra più grande partita" ha scritto su Facebook la pasionaria pentastellata.

NON AVVELENATE I POZZI
"Ho solo idee diverse dalle vostre. Rispettatele senza comportarvi da infantili avvelenatori dei pozzi", ha scritto invece, dal canto suo, su Facebook Alessandro Di Battista, ex deputato e soprattutto, uno dei leader storici del Movimento grillino, ma da tempo schieratosi su posizioni di fronda e sempre più, ormai, punto di riferimento (vero o ideale) del fronte "ribelle.