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La scissione del MoVimento 5 Stelle è oramai in atto e oggi c’è stata la prova. Tredici ‘dissidenti’, in contrasto con la linea pentastellata che ha favorito il governo Draghi, hanno costituito alla Camera la nuova componente ‘L’alternativa c’è’. Il nome è riferito allo slogan scandito da diversi ribelli il giorno della fiducia in Aula per esprimere il proprio dissenso al nuovo esecutivo guidato da Draghi.

I deputati che entrano a far parte della nuova componente del Misto sono Massimo Baroni, Pino Cabras, Andrea Colletti, Manuela Corda, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero, Maria Laura Paxia, Francesco Sapia, Arianna Spessotto, Rosa Alba Testamento, Emanuele Trano, Andrea Vallascas e Paolo Romano.

Solo ieri l’ex deputato Alessandro Di Battista, tra gli esponenti di riferimento del M5s, ha confermato la disiscrizione dal Movimento in segno di protesta per la partecipazione al nuovo esecutivo. “Non si tratta ancora di un partito, ma di una ‘sponda parlamentare con cui intendiamo dare un aiuto modesto e paziente alla costruzione di una opposizione in Italia. Un'alternativa politica, plurale”, ha spiegato Cabras.

Queste invece le parole della Paxia: “L’obiettivo è quello di stare all'opposizione con Fratelli d'Italia, unico partito finora ad aver negato il suo sostegno all'esecutivo guidato da Draghi. Noi vogliamo essere un'alternativa credibile per dare voce a tutti gli italiani che non si sentono rappresentati da questo governo. Non solo quindi un'alternativa al M5S. Ognuno di noi porterà le proprie competenze all'interno di questo progetto e la nostra sarà un'opposizione costruttiva”.

La domanda, comunque, a questo punto sorge spontanea: Alessandro Di Battista, che ieri ha ufficializzato l’uscita dal M5S, sarà il punto di riferimento dei ribelli? Al momento non vi sono certezze, vedremo cosa accadrà nelle prossime ore.