L'area archeologica di Pompei (foto depositphotos)

Nuova, straordinaria scoperta nell'area archeologica di Pompei dove gli scavi della villa di Civita Giuliana hanno restituito quello che sembra uno straordinario carro da parata. La notizia, lanciata dall'Ansa e ripresa da tutti i principali siti e portali d'informazione, ha veramente del sensazionale dal momento che un reperto del genere non si era mai visto, prima d'ora, in Italia e che, come ci ha tenuto a spiegare Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Mic, a lungo guida del parco archeologico mariano: "il confronto si può fare unicamente con una serie di carri ritrovati quindici anni fa in una tomba della Tracia, nella Grecia settentrionale al confine con la Bulgaria".

SI TRATTEREBBE DI UN PILENTUM
Probabilmente l'insolito veicolo, rinvenuto in quello che, in origine, doveva essere il portico della villa aristocratica che sorgeva a Civita Giuliana, era destinato al culto di Cerere e Venere oppure, come ancora si ipotizza, ad un'elitaria cerimonia di nozze. In un primo momento si era pensato che potesse trattarsi di una biga. Successivamente, però, i dettagli decorativi emersi, hanno ampliato l'interpretazione ed è così spuntata fuori la pista che conduce, appunto, al carro di parata, il cosiddetto "Pilentum", una specie di veicolo cerimoniale che le fonti antiche descrivono come usato solo dalle élites e solo in determinati contesti cerimoniali.

LI' C'ERA UNA VILLA ARISTOCRATICA
L'area del ritrovamento si trova al di fuori dalla cinta muraria di Pompei, lì dove, ai tempi della catastrofica eruzione del 79 d.C. sorgeva un'aristocratica tenuta di epoca augustea con terrazze che scendevano fino al livello del mare. E' proprio in questa villa che da tre anni si sta procedendo con una vasta campagna di indagini e restauri a cura del parco archeologico.

I REPERTI TROVATI A CIVITA GIULIANA
Qui, lo scorso mese di novembre, sono state rinvenute le "impronte" di due uomini i cui corpi sono stati poi ricostruiti attraverso la tecnica dei calchi. Ancora qui, nel 2018, in quella che con ogni probabilità doveva essere una stalla (a pochi passi dal portico in cui è riemerso il carro), nel 2018 vennero alla luce i resti di tre cavalli, uno dei quali bardato in maniera sontuosa. E sempre qui, su un altro muro della villa, sempre a poca distanza dal luogo del ritrovamento del Pilentum, è riemerso un affresco con sopra "inciso" il nome di "Mummia", probabilmente una bimba di casa.

LA SODDISFAZIONE DI FRANCESCHINI
Colpisce, in ogni caso, del carro da parata (che in origine doveva essere dipinto di rosso), la complessità e la raffinatezza dei decori a tema erotico in stagno e bronzo: si notano ancora le tracce dei cuscini, delle funi (che a quanto pare reggevano le corone di fiori) e addirittura l'impronta di due spighe di grano lasciate su un sedile. Si tratta di "una scoperta di grande valore scientifico" ha commentato, visibilmente soddisfatto, il ministro della cultura Dario Franceschini. "Pompei continua a stupire con le sue scoperte e così sarà per molti anni e con venti ettari da scavare" ha aggiunto l'esponente del governo.