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Di Matteo Forciniti​

Il​ Comites​ è l’organo che dovrebbe rappresentare i cittadini​ italiani in Uruguay​ ma​ continua​ da troppo tempo​ a essere​ bloccato ed estremamente diviso al suo interno.​ L’ultima dimostrazione si è avuta ieri sera con l’ennesima​ seduta sospesa per mancanza di quorum. Tutto rimandato dunque, ancora una volta. L’ennesima. Su un totale di​ 18 membri​ che siedono all’interno dell’organismo, riuscire a riunire almeno un terzo dei componenti è​ già​ un’impresa ardua​ perché in diversi casi si sono registrate assenze di massa da parte di una delle tre liste presenti all’interno del Comites.

 

 

Ancora più assurdo è il caso dei​ due consiglieri​ Nelly Russomanno e Alfredo Tortorella​ (del gruppo di Aldo Lamorte)che non hanno mai partecipato a una seduta fin dal loro insediamento.​ I due erano​ stati nominati consiglieri​ nel settembre del 2019​ sostituendo​ un​ gruppo di consiglieri della​ stessa​ lista espulsi a causa di​ due anni​ di continue assenze ingiustificate e​ adesso stanno facendo praticamente la stessa cosa​ indebolendo ulteriormente la barca che sta affondando. Che razza di responsabilità verso un incarico è questo? Non sarebbe più dignitoso rassegnare le dimissioni?

 

 

Quelli che dovrebbero essere gli ultimi mesi di vita del Comites prima delle nuova elezioni, in Uruguay sono diventati una lenta agonia.

 

 

“Non possiamo funzionare così” ha detto ieri ancora una volta il presidente​ Alessandro Maggi​ quasi rassegnato alla situazione grottesca che si è venuta a creare. “Il problema non è la pandemia ma è la responsabilità di alcuni consiglieri assenti eppure​ ci sono​ diverse tematiche​ urgenti da trattare​ che mi auguro possano essere affrontate al più presto in una nuova seduta da convocare alla Casa degli Italiani. Basta seguire il protocollo e usare le mascherine per poter fare le riunioni normalmente”.

 

 

Tra i vari argomenti che avrebbe dovuto affrontare il Comites -e che erano stati già rinviati la settimana scorsa all’ultimo momento- c’è il bilancio consuntivo dell’organismo e il​ progetto per la ricerca sulla nuova emigrazione​ che a detta dello stesso Maggi è in “netto ritardo”.

 

 

Il panorama è a dir poco imbarazzante e inizia a preoccupare anche l’Ambasciata. “Presto scriverò una lettera ai consiglieri per esortarli a partecipare e ribadire il senso di responsabilità del loro ruolo”: questo il monito del nuovo capo della cancelleria consolare Alberto Amadei. L’ultimo appello prima di un finale scontato.