Si chiama ‘Italian Montreal‘ e non c’è bisogno di aggiungere altro. È un lungo viaggio, cominciato alla fine del XIX secolo e che ha visto protagonisti centinaia di miglia di connazionali, partiti dalle loro terre per raggiungerne un’altra dove c’era la speranza. Un percorso spesso commovente di una delle più antiche e grandi comunità culturali della metropoli canadese.

Montreal ha voluto così dare spazio a una migrazione storica attraverso un percorso che sarà possibile seguire fino al 9 gennaio 2022 a Pointe-à-Callière, il più grande museo storico della città, una esposizione realizzata grazie alla collaborazione di diverse associazioni e membri della comunità italiana e italo-canadese. Una mostra che vuole mettere in risalto soprattutto l’umanità al centro di questa storia che si dipana in oltre un secolo di vita. Una umanità che mette in evidenza anche l’apporto, notevole, dato dagli immigrati alla città di Montreal.

Oltre 46 tra associazioni e famiglie hanno voluto così affidare i loro ricordi, le loro emozioni, cimeli al museo per una rappresentazione davvero unica: sono infatti oltre 325 oggetti, arrivati dall’Italia o creati in Canada. “Con un quarto di milione di cittadini di Montreal che si definiscono oggi come aventi radici italiane – ha spiegato Anne Élisabeth Thibault, direttrice esecutiva di Pointe-à-Callière – abbiamo voluto riconoscere il grande coinvolgimento e l’importante contributo che questa comunità ha offerto alla vita economica, sociale e culturale della città. Con l’attiva partecipazione di italo-montrealesi attraverso il prestito di oggetti, condivisione di archivi e ricordi di famiglia, contributo generoso e dinamico per lo sviluppo del progetto, la mostra si presenta come unica riflettendo una comunità che nel tempo si è distinta per la sua ingegnosità, resilienza, talento in tutte le sfere della società. L’esposizione vuole ripercorrere il viaggio degli italiani di Montreal dall’inizio del XX secolo, quando arrivarono in grande numero, fino ai giorni nostri con quasi 280.000 abitanti della città che affermano di avere radici italiane”.

Tra il 1860 e la Prima Guerra Mondiale Montreal, all’epoca capitale economica del Canada, accolse parte del grande esodo, circa 14 milioni di italiani che lasciarono la propria terra per cercare una vita migliore. E visto che chi era costretto ad abbandonare l’Italia cercava in primo luogo lavoro, ecco che Montreal in quegli anni in via di sviluppo, divenne una tra le mete più ricercate. E la mostra ‘Italian Montreal’ comincia proprio da qui e da questo punto si parte per un viaggio che raccoglie cinque spazi iconici che definirono, e lo fanno ancora oggi, la comunità italiana. La mostra infatti parte dalla stazione ferroviaria e una strada, punto di arrivo in Canada della maggioranza degli immigrati italiani reclutati da grandi aziende canadesi impegnate nei progetti più importanti dell’epoca. Si va dalla tranvia alla ferrovia fino alle costruzioni. Poi l’ascesa degli italiani sui gradini della società canadese, ma anche l’ingresso dell’universo femminile nel mondo del lavoro e lo sviluppo di aziende italiane.

La seconda parte è dedicata ai bar, ai caffè, luoghi di ritrovo tipici italiani, con il coinvolgimento nei movimenti sociali del tempo, a cominciare dai sindacati. Quindi la casa, il duplex, invenzione di Montreal che si legava alla comunità italiana e alle sue esigenze, poi lo slang italo-montreal, una lingua unica frutto della commistione di francese, inglese con i dialetti italiani. Successivamente si passa alla chiesa come luogo di culto, ma anche d’incontro per la creazione di associazioni italo-canadesi che oggi, solo a Montreal, sono oltre 120. Ultimo passaggio la sfera pubblica e il successo ottenuto dagli emigranti e i loro figli. Ci sono fotografie dell’epoca, documenti audiovisivi e d’archivio, oggetti che vanno dalla tradizione culinaria alle aziende iconiche e avvenimenti pubblici per la fine di un viaggio che però continua, in tutto il Canada.

di ROBERTO ZANNI