Ivanna Speranza (foto dalla sua pagina Facebook)

Il Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel mondo (a Frossasco, To), a causa dell’impossibilità di accogliere grandi gruppi all’interno della propria sede, ha ripensato e riorganizzato da remoto tutte le attività di divulgazione culturale, compresa la didattica con le scuole. Diversi gli eventi in agenda, molti gli ospiti attesi.

L’appuntamento che apre la stagione primaverile si chiama “Mate cantato” ed è in programma sabato 27 marzo alle ore 18:00 in diretta video sulla Pagina Facebook del Museo. L’occasione è quella di un dialogo intorno a temi quali l’emigrazione italiana (che è l’argomento cui è dedicata l’esposizione permanente del Museo), l’Argentina (il sud America dove emigrarono molti italiani, ora così lontano), l’emancipazione femminile (un argomento da affrontare ogni giorno, non solo l’8 marzo).

L’appuntamento è strutturato in modo diverso rispetto a una conferenza classica, si tratta più che altro di un’occasione di approfondimento informale nella quale ascoltare buona musica e assaggiare mate e empanadas. In America latina bere il mate è un rituale quotidiano in quasi tutte le famiglie, è una pratica diffusa come per gli italiani bere una tazza di caffè o un bicchiere di vino.

Diversi gli ospiti in dialogo, in primo luogo Ivanna Speranza, Soprano argentino radicata in Italia dal 1999, che è anche la coautrice dell’evento. Nipote di italiani emigrati nel grande Paese sudamericano, cresciuta nella casa della nonna paterna originaria di Palmi, l’emigrazione dal Belpaese è per lei una storia di famiglia. Vi sono affinità biografiche con Maria Josephina Cerutti, parimenti presente al Mate cantato. Giornalista ed esperta di emigrazione italiana, Cerutti è nata a Mendoza ed è pronipote di emigranti provenienti dal Piemonte. Un team di donne, comprese Carlotta Colombatto e Lucetta Rossetto che moderano l’evento, affiancate da Stefano Fava. Insegnante e ballerino di Tango, docente di scuola superiore, ha recentemente scritto il libro titolato “La bellezza di un abbraccio” nel quale traccia la storia del tango sottolineandone la connessione con la mobilità storica dall’Italia.

Quando Ivanna Speranza e l’équipe del Museo hanno progettato il Mate cantato, l’idea era quella di ospitarlo nelle sale del Museo. La crisi pandemica internazionale costringe a riunirsi solo da remoto ma non ha alterato lo schema generale dell’evento. Infatti saranno diversi i brani da ascoltare, cantati da Ivanna Speranza per l’occasione accompagnata dal pianista e direttore d’orchestra Mariano Speranza. Chi vuole potrà cimentarsi anche con la preparazione delle empanadas, seguendo le indicazioni fornite nel video pubblicato sui canali social del Museo dell’Emigrazione.