L'aeroporto di Fiumicino (foto Depositphotos)

Pasticcio brutto all’italiana. Dopo il mezzo “via libera” ai viaggi all’estero per Pasqua, ma non a quelli tra regioni diverse all’interno del Paese, l’ordinanza firmata, in extremis, dal ministro della Salute Roberto Speranza, con la quale si impone l’obbligo di quarantena (di cinque giorni) ed il tampone negativo per il passaggio alle frontiere, rischia di spezzare sul nascere ogni desiderio di vacanza. Ne sono certi i tour operator che già lamentano disdette a raffica. Ovviamente a pesare di più è proprio la “stretta” imposta agli spostamenti sul territorio nazionale.

Un autentico paradosso se si pensa che agli italiani è concesso sì trascorrere le vacanze pasquali, magari su una spiaggia esotica, ma non, ad esempio, recarsi a Roma per vedere il…Colosseo. Dati alla mano, le prenotazioni, rispetto allo scorso anno, sarebbero in drastico calo (addirittura fino al 95%). Insomma, zona rossa ed obbligo di quarantena-tampone, rischiano di cambiare drasticamente il programma del week end per quasi un italiano su 3 (30%). Secondo l’analisi di Coldiretti/Ixè divulgata in occasione della firma da parte del Ministro Speranza dell’ordinanza sui viaggi all’estero (“una toppa all’italiana di cui non si comprende la ratio”, l’ha definita Federalberghi), ad essere rimaste “freddate” sono le aspettative di quasi 10 milioni di persone che, senza pandemia, avrebbe approfittato delle imminenti festività per trascorrere una vacanza nello Stivale, ma anche dei 2,5 milioni di nostri connazionali che erano già pronti a partire per l’estero. Stretta a parte, il caso dei tremila spagnoli rimasti bloccati in Marocco dopo che il Paese nordafricano ha sospeso i voli con quello iberico per motivi sanitari, ha messo molti a pensare: “metti che cambino un’altra volte le regole mentre si è lontano da casa poi come si fa?” E’ stato il mantra di tanti. Insomma: meglio rimanere a casa…