Matteo Salvini (foto depositphotos)

di GABRIELLA CERAMI

Le gole profonde della Lega raccontano: “Temiamo un uso politico del Copasir”. E dall’altra parte del centrodestra, in Fratelli d’Italia, si replica: “La Lega teme forse qualcosa che possa riguardare i loro rapporti con la Russia?”. Ecco. Lo scontro sulla presidenza del Comitato parlamentare di controllo dei servizi segreti, che il partito di Matteo Salvini vuole tenere per se, è durissimo tra il partito di Giorgia Meloni e quello di Matteo Salvini. In questo scontro sul Copasir, la cui presidenza tradizionalmente spetterebbe a uno dei partiti di opposizione, si scaricano tutte le contese che dividono il centrodestra e che hanno creato ormai una incomunicabilità tra i due leader. Fratelli d’Italia ne ha chiesto il possesso, essendo l’unico partito contrario al governo Draghi. Ma da due mesi sbatte sul netto rifiuto della Lega, che detiene la presidenza con il suo deputato Raffaele Volpi, asserragliato in difesa del prezioso incarico manco fosse in trincea. Evidentemente poter controllare in qualche modo gli 007 è considerato di importanza fondamentale dal Carroccio, che – non va dimenticato – ha un’inchiesta aperta su una serie di presunti rapporti politici e finanziari con Mosca. Tra le ragioni per cui Salvini punta a conservare questa poltrona cruciale c’è anche la seguente: la guida del Copasir garantisce una serie di rapporti internazionali e al momento la rivalità tra Lega e Fratelli d’Italia è particolarmente serrata. Entrambi i partiti mirano a un ruolo primario e a posizionarsi con i Paesi dell’Est europeo, dalla Polonia all’Ungheria di Orban. La rottura sul Copasir rientra, come si è detto, nella guerra del centrodestra. Dove i peggiori nemici - Meloni e Salvini - sono nella stessa coalizione ma non si fidano più l’uno dell’altra, anche perché i due si stanno rubando gli elettori a vicenda, e il distacco tra Fratelli d’Italia e Lega non è più incolmabile. Il tema del Copasir è stato affrontato anche nella conferenza dei capigruppo sia della Camera sia del Senato, dove Fratelli d’Italia ha abbandonato la riunione in segno di protesta: “Non c’è stato il potere di indirizzo dei presidenti delle Camere, era inutile rimanere”. E domani il Comitato è convocato alle 14, per la prima volta dalla nascita del governo Draghi, ma anche in questo caso FdI pensa di disertare. Sulla guida della Commissione di garanzia, Giorgia Meloni può contare sul sostegno del neo segretario del Pd Enrico Letta che si è espresso a favore di una presidenza targata FdI. “Nella legge c’è scritto che il Copasir è presieduto da un membro dell’opposizione”, ha sottolineato Letta: “Oggi è presieduto da uno della Lega. Io dico che le regole, soprattutto quelle di garanzia, vanno rispettate. A Meloni ho detto che il Pd prenderà una iniziativa verso i presidenti delle Camere”. E se Letta ha già incontrato Meloni, un faccia a faccia con il segretario leghista ancora non c’è stato. E in quella sede, assicurano fondi del Nazareno, il neo segretario dem cercherà – probabilmente senza esito – di convincere il segretario della Lega a sbloccare lo stallo. L’appoggio del Pd alla Meloni, in questa partita, sta avendo l’effetto di arroccare ancora di più Salvini sulla questione Copasir. Anche perché nella Lega parlano ormai di “un’intesa sotterranea” tra dem e Fratelli d’Italia in svariati campi. Tra cui quello della Rai. Forza Italia sta cercando di mediare, ma il timore - spiega un ‘big’ azzurro - è che le polemiche possano avere ripercussioni anche nel futuro in vista delle amministrative. Il Movimento 5 stelle punta a riprendere i lavori al più presto. Sono diversi i dossier da affrontare e tra questi anche il tema dei vaccini e i risvolti legati a Sputnik. Il sospetto in Fratelli d’Italia è che ci sia un veto anche nei confronti del candidato che il partito aveva designato per prendere il posto del leghista Volpi. “Se il problema è Urso potrebbero avanzare un altro nome”, azzarda un esponente del centrosinistra. Intanto alla Camera è in discussione il decreto legge ministeri e gli esponenti di Fratelli d’Italia stanno intervenendo tutti per protestare sia contro il provvedimento ma anche per la partita bloccata sul Copasir. La tattica dell’ostruzionismo portata avanti a Montecitorio potrebbe rallentare i lavori anche su provvedimenti più importanti. Ma è una battaglia, spiega un ‘big’ del partito, per il rispetto delle regole istituzionali, non è uno scontro con la Lega. Difficile da credere