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Dalla REDAZIONE

Zona Bianca cioè festa libera, libera e sicura: così hanno creduto parenti e amici di una triste storia che purtroppo è una parabola dell’auto inganno. Siamo in Sardegna, la prima e unica Regione d’Italia che circa un mese fa diventa niente meno che Zona Bianca, cioè zona dove tutte le attività riaprono perché il contagio è basso. Basso, non sparito. Ma gran parte della popolazione dal momento della proclamazione della Zona Bianca si comporterà come fosse tutto finito e contagio sparito. Zona Bianca voleva e vuol dire riaprire attività e contatti mantenendo prudenza, distanza, misure anti contagio. In una immagine, Zona Bianca vuol dire restare a mascherina alzata. E invece molti non l’hanno intesa così, l’hanno intesa e soprattutto vissuta e praticata a…mascherina abbassata. Se è Zona Bianca, è stato questo l’auto inganno, allora vuol dire che è tutto sicuro. La Zona Bianca è stata intesa come un interruttore che spegneva il tempo del contagio, un on-off che non esiste nella realtà ma che, per qualche radicato motivo, esiste e persiste nella percezione, psicologia e purtroppo anche pensiero e azione di molti cittadini. Zona Bianca, cioè è finita. Zona Bianca, cioè è sicuro. Gran parte della Sardegna ha ragionato così. Neanche un mese è durata la Zona Bianca in Sardegna e in quel mese scarso l’auto inganno ha lavorato solo. Fino a riportare ilo contagio a velocità di espansione e la Sardegna stessa in Zona Rossa. Scandire un conto alla rovescia, indicare una data percepita come il liberi tutti, dipingere ogni giorno come plausibile il miraggio del giorno preciso in cui sarà tutto finito…tutte queste reazioni avverse si sono prodotte e osservate nel laboratorio Sardegna. Zona Bianca non è stata vissuta come una tappa, non è stata vissuta con prudenza e attenzione. E stata vissuta come liberazione dal virus e dalla malattia. Una liberazione per forza di cose fasulla e ingannevole. Zona Bianca è zona dove la pandemia è meno virulenta, non posti dove la pandemia è sparita. Pochi l’hanno spiegato, nessuno lo ha fatto con successo, moltissimi non l’hanno capito, non se ne sono resi conto, non l’hanno voluto capire. Parenti, amici, normale e brava gente: tra loro un signore che va a compiere 81 anni. In Sardegna Zona Bianca finiscono per pensare che la festa di compleanno tutti insieme si possa fare. Confondono, come purtroppo fanno molti, le prescrizioni delle autorità con l’azione del virus. E pensano: se è Zona Bianca vuol dire che si può fare. Si può, non si può. Intorno alla declinazione del si può non si può l’equivoco concettuale di gran parte della popolazione: non è che si può o non si può perché lo dice o non lo dice il governo, la Regione, il poliziotto… Il verbo da declinare sarebbe si deve-non si deve per la individuale e collettiva salute. Ma gran parte della popolazione italiana si rapporta al si può-non si può da delibera, dpcm o quel che sia. Fanno così anche amici e parenti dell’anziano imprenditore. E la festa di compleanno si fa. Il festeggiato morirà poi di Covid e altri 43 saranno i contagiati in quella festa. Presto nel resto d’Italia arriveranno riaperture di attività economiche e sociali. Si riaprirà quel che si può e si deve in presenza di pandemia, non a pandemia sparita. Si riaprirà a contagio ridotto ma non cancellato, a rischio diminuito ma non sparito. La parabola Sardegna dovrebbe insegnare al resto d’Italia come far uso di queste riaperture, come restare a mascherina alzata. Come non illudersi e auto ingannarsi. Ogni speranza che possa essere così è dovuta, ogni scetticismo è lecito. Aiuterebbe, anche solo un po’, un po’ di verità nel linguaggio della comunicazione. Perché, ad esempio, continuare a dire in ogni notiziario tv e riga stampata che: “in Zona Arancione tornano liberi i movimenti all’interno del proprio Comune”? Nella realtà i movimenti nel proprio Comune sono liberi ogni giorno da settimane anche in Zona Rossa e ovunque. Basta guardare il traffico, basta guardare ciascuno i propri movimenti. La Zona Rossa quasi generale da cui l’Italia è appena uscita era molto proclamata e poco praticata. Raccontare Zone Rosse o Arancioni come non sono porta un piccolo contributo alla confusione, all’auto inganno. A maggio-giugno, quando saremo in Italia Zona Gialla o Bianca, o le viviamo a mascherina alzata e distanziati oppure faremo in grande una bella festa libera e sicura… di covare, scambiare e rinnovare contagio.