di ROBERTO ZANNI
Il passaporto per ‘The Hill’, la Little Italy di St. Louis era in vendita all’angolo di Marconi Avenue. E non c’era nemmeno bisogno di foto e impronte digitali. Si poteva avere per 45 dollari, validità un anno. Quel ‘documento’ ovviamente serve solo per entrare e uscire da The Hill, ma, ed è questa l’iniziativa, si possono ottenere sconti nei ristoranti e nei tanti piccoli negozi che riempiono i 50 isolati. The Hill è un quartiere pittoresco che nei decenni ha mantenuto le proprie caratteristiche: ristoranti con menù che hanno ancora i sapori portati dagli emigranti, tricolori dipinti un po’ dappertutto, anche sugli idranti, ma soprattutto un’eredità italiana che non si è persa nel tempo. E con il denaro che arriverà attraverso l’iniziativa dei ‘passaporti’ si potranno finanziari diversi progetti di ristrutturazione e abbellimento di quelle strade. L’anno scorso è uscito anche un libro ‘The Hill – St. Louis Italian American Neighborhood’ scritto da Lynnmarie Alexander, direttrice/archivista del The Hill Neighborhood Center, italo-americana di quarta generazione che vive nella casa che era stata dei suoi bisnonni e che appartiene alla famiglia Puricelli dal 1907. E in quelle pagine si possono ripercorrere alcuni dei momenti più belli, unici, di una storia che ormai è ultra secolare. The Hill, oggi meno di 2500 abitanti, ma anche una quarantina di ristoranti che orgogliosamente si definiscono italiani. Forni, pane, pasta, sandwich, pizzerie che ancora sono legati ai primi emigranti, arrivati soprattutto dalla Lombardia, che riempirono The Hill, quartiere con una storia che risale alla prima metà dell’800 e che precedentemente l’arrivo degli italiani era completamente irlandese. Poi la statua dedicata agli emigranti italiani proprio davanti alla St. Ambrose Catholic Church, già c’è un Sant’Ambrogio anche qui. La chiesa nacque nel 1926 dopo l’incendio che aveva distrutto quella che era stata realizzata tutta in legno. Disegnata dall’architetto Angelo Corrubia, che prese come modello l’originale Chiesa di Sant’Ambrogio che si trova a Milano, in stile romanico, fu costruita in mattoni e terracotta con donazioni da parte degli abitanti di The Hill (la collina, il nome deriva dalla vicinanza con il punto più alto della città di St. Louis). The Hill ha dato sempre tanto a St. Louis e lì è nato anche uno dei miti del baseball USA: Yogi Berra, vincitore di 13 World Series da giocatore e coach con gli Yankees e i Mets. In realtà si chiamava Lorenzo Pietro Berra, figlio di Pietro e Paolina che erano emigrati da Malvaglio in provincia di Milano. Nacque a The Hill il 12 maggio 1925 e morì a West Caldwell nel New Jersey il 22 settembre 2015. E se oggi nel quartiere ci abitano soprattutto italo-americani di terza e quarta generazioni, a St. Louis esiste anche una piccola, ma vibrante comunità italiana. Sono circa 2000 i nati in Italia, molto attivi in diversi settori, in particolare la cultura a cominciare dalla lingua con numerosi corsi organizzati. St. Louis ha anche altri legami con l’Italia, infatti è gemellata con Bologna: due città sorelle che dal 1987 hanno intrapreso un viaggio comune fatto di interscambi che vanno dall’economico all’educazione, dall’arte alla cultura alla medicina senza dimenticare lo sport. E il St. Louis-Bologna Sister Cities fa parte di un più ampio programma coordinato dal Sister Cities International, organizzazione senza scopo di lucro che si ispira al suggerimento del presidente Dwight D. Eisenhower: nel 1956 sosteneva l’idea che attraverso la diplomazia cittadina si poteva ridurre il rischio di nuovi conflitti mondiali.