Emigrazione italiana (foto Depositphotos)

Qualunque proposta di riforma del Com.It.Es. deve partire dall’attenzione alle profonde differenze nella composizione delle comunità e nell’effettivo esercizio della cittadinanza e della discendenza italiana nei Paesi di residenza, trovando soluzioni generali abbastanza flessibili da poter essere applicate ovunque nel mondo. Questa considerazione è il punto di partenza da cui il CGIE, subito dopo il suo insediamento a marzo 2016, ha iniziato un percorso di riflessione e raccolta di suggerimenti da parte di Com. It.Es., associazioni, singoli Consiglieri e cittadini residenti all’estero, durato un anno e mezzo, che ha prodotto decine di contributi da tutto il mondo. L’articolato che ne è scaturito ha tenuto conto di una visione istituzionale armonica, rispettosa delle differenti realtà territoriali, statali e sociali dei Paesi di accoglienza, della consistenza delle comunità, dell’anzianità dell’emigrazione tradizionale e delle esigenze della nuova mobilità. Nella proposta del CGIE, la natura del nuovo Com.It.Es. è chiaramente definita come Organo di rappresentanza di base degli italiani all’estero nei rapporti con le autorità diplomatico-consolari. Il nuovo Com.It.Es. è l’Ombudsman = difensore civico che interviene in favore dei diritti e degli interessi dei cittadini residenti nella circoscrizione consolare nei rapporti con le amministrazioni pubbliche italiane e, in raccordo con le autorità diplomatico-consolari, nei confronti delle autorità locali, con tutti i compiti concretamente espletabili nel rispetto delle leggi locali, del diritto internazionale e degli accordi fra Stati, e nei limiti delle disponibilità di bilancio; Il nuovo Com.It.Es. è Antenna dell’Italia sul territorio, agisce nella circoscrizione di riferimento per coinvolgere le forze produttive e associative della comunità nella proiezione estera dell’Italia, anche in collaborazione con i progetti di promozione del Sistema Italia sostenuti dal MAECI. Pertanto, il Com.It.Es. opera anche per favorire l’insegnamento e la diffusione della lingua e cultura italiana, a supporto e in sinergia con gli enti promotori, le scuole e le Università italiane e locali; Il nuovo Com.It.Es. partecipa, per legge, alle riunioni degli esponenti del Sistema Paese e all’elaborazione del Piano Paese per il territorio e lo Stato estero nel quale è costituito, in collaborazione con i Consolati e l’Ambasciata di riferimento; Il nuovo Com.It.Es. è Centro di informazione, contatto e sostegno delle migrazioni e delle nuove mobilità. Queste prerogative tengono conto che gli italiani all’estero hanno diverse esigenze nei vari Paesi, in un’ampia gamma di realtà economiche, politiche e sociali e che sono fattori fondamentali delle politiche di internazionalizzazione del Sistema Paese. La dimostrazione della lungimiranza di questa visione si è avuta con lo scoppio della pandemia: i Com.It.Es. di tutto il mondo si sono attivati per segnalare, anche attraverso il CGIE, le esigenze dei cittadini italiani bloccati dall’epidemia dei diversi Paesi; hanno ottenuto soluzioni di trasporto per chi voleva rientrare in patria; hanno sviluppato un sistema di informazione per diffondere i dettami pertinenti delle leggi italiane e locali, insieme alle notizie più importanti per garantire il rispetto di tutti i diritti dei cittadini; sono intervenuti in particolari condizioni di precarietà politica, economica e sociale, ad esempio in Venezuela, e in molti altri casi più limitati, in realtà diverse. Le elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. si terranno il 3 dicembre di quest’anno. Condannare i Com.It.Es. a vivere per un ulteriore mandato con la legge vigente da 18 anni è un insulto alla vita, al mondo e ai diritti degli italiani all’estero. In molte circostanze di particolare urgenza, sono stati emanati decreti e approvate leggi in tempi brevissimi. Il rinnovo dei Com.It.Es. merita la stessa attenzione e la stessa solerzia istituzionale. Per leggere la proposta di legge per intero andare su: www.genteditalia.org