Mafia, per Libera: 670 Comuni sono "rimandati" su trasparenza beni confiscati (foto: depositphotos)

L'Associazione ''Libera'' esporta in Argentina il modello italiano di riutilizzo dei beni confiscati alla mafia. L'idea è semplice: riutilizzare socialmente i beni sottratti alla mafia riproducendo in Argentina il modello italiano. Questo l'obiettivo del progetto finanziato dall'Unione Europea e guidato dall'Associazione italiana "Libera" illustrato a Buenos Aires dal responsabile per l'Argentina, il giudice federale Sebastian Casanello. "Occorre passare dalla semplice confisca del bene, risultato dell'azione della giustizia, al bene comune ovvero a una partecipazione piena della società civile, soprattutto di quella più vulnerabile", ha dichiarato il giudice Casanello, che ha sottolineato che "quella italiana è una storia di successo e fonte di ispirazione per gli altri paesi e in particolare per l'Argentina". Vincitore tra oltre 400 candidati, il progetto "Bene restituito - per lo smantellamento patrimoniale del crimine organizzato e il rafforzamento della società civile" ha ottenuto l'appoggio dell'Unione Europea e oggi promuove un cambiamento culturale e normativo in Argentina rispetto all'impiego sociale dei beni confiscati al crimine organizzato. “La diplomazia della legalità e la collaborazione contro il crimine transnazionale è una priorità dell'Italia anche in Argentina", ha commentato Giuseppe Manzo, ambasciatore italiano a Buenos Aires. La presentazione del progetto è avvenuta nella puntata settimanale di "Italianisimo", il programma di diplomazia pubblica realizzato dall'Ambasciata italiana a Buenos Aires all'interno della trasmissione "Sabado Tempranisimo", condotta dal popolare giornalista e commentatore Marcelo Bonelli che ogni sabato registra uno share di oltre il 50%.