Nel silenzio del mondo dell’informazione che istituzionalmente dovrebbe seguire le attività parlamentari in materia di italiani all’estero, l’aula della Camera ha approvato una importante relazione sull’insindacabilità di un procedimento penale a carico dell’On. Fabio Porta. “Gente d’Italia” ha deciso di pubblicare la relazione presentata in Parlamento dal relatore, il deputato della Lega Pettazzi, che illustra dettagliatamente non solo le motivazioni per le quali l’aula della Camera è stata invitata a respingere la richiesta a procedere nei confronti dell’attuale coordinatore PD per il Sudamerica, ma anche il grande e costante lavoro svolto dal parlamentare nel corso della sua attività di deputato a favore dell’introduzione di meccanismi che assicurino correttezza e trasparenza al voto all’estero. Fabio Porta era stato querelato dall’ex senatore Caselli a seguito di una intervista rilasciata all’indomani delle ultime elezioni del 2018; nel corso dell’intervista il parlamentare (ancora in carica) fece un’analogia tra i brogli elettorali del 2018 e quelli del 2008, ricordando che allora come oggi le elezioni in Sudamerica furono caratterizzate da risultati anomali che diedero origine a ricorsi parlamentari e a denunce alla magistratura. Sui brogli del 2018, come l’On. Pettazzi riporta in maniera dettagliata nel suo intervento, sono in corso le indagini della magistratura italiana e quelle svolte dalla Giunta per le elezioni del Senato. Entrambe le istituzioni avrebbero appurato, con perizie scientifiche e comitati costituiti ‘ad hoc’, l’evidente manomissione delle schede elettorali nelle sezioni di Buenos Aires indicate dall’esposto e dal ricorso. Questo giornale ha seguito fin dal primo momento questa vicenda, convinto che solo la chiarezza su quanto avvenuto ed una conseguente decisione istituzionale potrà restituire dignità e piena legittimità al voto di milioni di italiani nel mondo. Con questo spirito pubblichiamo questo documento, sperando di dare il nostro piccolo apporto alla ricerca della verità dei fatti.

Relazione della giunta per le autorizzazioni (relatore: Pettazzi)

ONOREVOLI COLLEGHI! – La Giunta per le autorizzazioni riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell’ambito del procedimento penale n. 20212/18 RGNR 22354/18 RG GIP nei confronti di Fabio Porta, deputato all’epoca dei fatti, pervenuta alla Camera il 30 agosto 2018. La Giunta ha dedicato all’esame della questione le sedute del 22 dicembre 2020, del 13 gennaio, del 23 febbraio e del 9 marzo 2021, delle quali si allegano i resoconti. Il procedimento penale, pendente presso il Tribunale di Roma, è originato dalla denuncia-querela sporta in data 11 aprile 2018 da Esteban Juan Caselli, senatore nella XVI legislatura, per il reato di diffamazione aggravata ex articolo 595, comma terzo, del codice penale. La denuncia discende da un’intervista rilasciata dall’on. Fabio Porta alla testata giornalistica online ItaliachiamaItalia.it, pubblicata l’11 marzo 2018, nel periodo di prorogatio della XVII legislatura, per cui l’on. Fabio Porta era ancora deputato all’epoca dei fatti. Nell’intervista l’onorevole Porta (PD) denunciava asserite anomalie nei voti alla lista USEI in alcuni seggi di Buenos Aires, in relazione alle quali lo stesso Porta – che ha anche presentato ricorso alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato – dichiarava di avere presentato un esposto alla magistratura. Nell’argomentare le ragioni per le quali a suo avviso i voti dell’USEI in Argentina presentassero anomalie, essendo passati dai 45 mila del 2013 ai 65 mila del 2018, di cui 60 mila nella sola Argentina, l’onorevole Porta affermava che « è una situazione inversa a quella che successe con Caselli, passato da 60 mila a 6 mila voti.

In quell’occasione abbiamo avuto la prova dei suoi voti inesistenti ». Il riferimento fatto dal Porta, ai voti conseguiti dal querelante, è alle elezioni per la XVI legislatura, svoltesi nel 2008, nelle quali il Caselli fu eletto al Senato nella lista « Il Popolo della libertà » e a quelle per la XVII legislatura, svoltesi nel 2013, nelle quali fu candidato nella lista « Italiani per la libertà » ma non risultò eletto. Nella querela si evidenzia che già in precedenza l’on. Porta aveva sostenuto che le elezioni politiche all’estero fossero viziate da brogli, che avrebbero coinvolto il querelante, sporgendo anche una denuncia alla magistratura relativamente alle elezioni del 2008, che pare tuttavia non aver avuto esiti significativi. A tal proposito, si rileva che – nell’intervista dell’11 marzo 2018 di cui si tratta nella denuncia – compare la seguente affermazione dell’onorevole Porta: « Il sospetto nel 2008 era addirittura che fossero stati compiuti atti illegali all’interno del consolato, su quei fatti indagava la magistratura ma purtroppo quel processo non è mai stato terminato ». Si segnala, infine, che – secondo quanto riportato da fonti di informazione – l’ex senatore Caselli già in passato potrebbe aver querelato l’allora deputato in carica Porta per le sue affermazioni relative alle elezioni del 2008; al riguardo, si segnala tuttavia che non è mai pervenuta alla Giunta delle autorizzazioni nelle legislature XVI e XVII alcuna richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità. Nella seduta del 13 gennaio 2021 si è svolta in Giunta l’audizione dell’onorevole Porta, che era stato invitato a fornire i chiarimenti da egli ritenuti opportuni ai sensi dell’articolo 18 del Regolamento della Camera. Nel suo intervento, l’onorevole Porta ha ribadito che, a suo avviso, nelle elezioni del 2018 vi sarebbero state gravi irregolarità nelle operazioni di voto in tutte le ripartizioni della circoscrizione Estero, e in particolare nella ripartizione America meridionale, nella quale egli era candidato al Senato della Repubblica.

Su tali vicende, in particolare su presunti brogli in 32 sezioni elettorali di Buenos Aires per circa quindicimila voti complessivi, ha dichiarato di aver presentato sia un esposto in sede giudiziaria, alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma, sia un ricorso in sede parlamentare, attualmente in discussione alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato. Ha inoltre precisato di avere citato, nel corso dell’intervista riferita ai fatti delle elezioni politiche del 2018, quanto avvenuto nelle elezioni del 2008, quando – a seguito di brogli che anche allora, a suo avviso, sarebbero avvenuti nelle sezioni elettorali di Buenos Aires – fu avviata un’inchiesta dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma e venne presentato un ricorso al Senato della Repubblica. La denuncia, nel 2008, era rivolta nei confronti dell’operato del senatore italo-argentino Esteban Juan Caselli, che anche allora lo querelò per avere riferito dei fatti rispetto ai quali ha sottolineato, nel corso dell’audizione, di essersi attivato come deputato, con una serie di iniziative politiche e parlamentari. L’ex deputato Porta ha, infine, ribadito alla Giunta che egli continua ad occuparsi politicamente di tali vicende, soprattutto di quelle relative alle ultime elezioni. Sebbene nel corso dell’audizione non siano stati indicati specifici atti parlamentari, da qualificare come atti tipici riferibili in modo particolare alla vicenda relativa all’ex senatore Caselli nelle elezioni politiche del 2008, l’intervento dell’onorevole Porta conferma quanto già rilevato nella relazione svolta nella seduta della Giunta per le autorizzazioni del 22 dicembre 2020, e cioè che nella sua attività parlamentare l’onorevole Porta si è occupato a più riprese delle modalità di svolgimento delle elezioni politiche nella circoscrizione estero e delle misure idonee a garantirne la regolarità.

Tra gli atti dedicati dall’on. Porta alla questione della regolarità delle elezioni nella circoscrizione estero si segnalano i seguenti. Nella XVI legislatura, dopo le elezioni del 2008, egli fu cofirmatario di una proposta di legge (AC 3663) di modifica della legge n. 459 del 2001, recante norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero; nella relazione introduttiva di tale proposta si sosteneva che la scelta del legislatore di consentire l’esercizio del voto per corrispondenza « ha fatto sorgere dubbi sulla regolarità delle operazioni di voto ». Il 3 novembre 2011, nel corso di un dibattito su mozioni, di una delle quali era cofirmatario, l’on. Porta intervenne esaminando i problemi concernenti l’organizzazione e la regolarità delle votazioni all’estero e formulando proposte in materia, per – secondo le sue parole – la « messa in sicurezza del voto degli italiani all’estero ». L’onorevole Porta fu tra i firmatari di un ordine del giorno, accolto dal Governo nella seduta del 12 luglio 2012, sul « corretto svolgimento delle operazioni elettorali all’estero, per assicurare modalità di voto che ne garantiscano i requisiti della personalità e della segretezza » e di una interpellanza urgente (n. 2-01738) nelle cui premesse si diceva che « nelle consultazioni elettorali, oltre alle disfunzioni amministrative e ai problemi legati al mancato allineamento dei dati AIRE e consolari, si sono manifestati incresciosi episodi dei quali si sono interessate la magistratura e la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato la quale, nel 2008, ha formulato una proposta di annullamento dell’elezione, che ha poi condotto alle dimissioni di un parlamentare eletto all’estero » e con la quale si chiedeva al Governo « se, prima delle consultazioni elettorali del 2013 » non intendesse « nell’ambito dei poteri conferiti dall’ordinamento esercitare il proprio potere regolamentare per mettere in sicurezza il voto all’estero ».

Anche nella XVII legislatura, nel cui periodo di prorogatio si sono svolti i fatti che ci occupano, il Porta fu cofirmatario di una proposta di legge (AC 1955) di contenuto analogo a quello della proposta della precedente legislatura, nonché di un’altra proposta, l’AC 2413, nella cui relazione si ravvisa « la necessità di apportare dei correttivi che (…) assicurino il carattere personale del voto ». Si ricorda poi che, come già evidenziato nella seduta del 22 dicembre 2020, l’onorevole Porta – secondo quanto risulta da ricerche su fonti di informazione – ha fatto ripetutamente in altre sedi riferimento alle presunte irregolarità nelle elezioni del 2008. Con riferimento a tali elezioni, il senatore Sanna, del gruppo del Partito democratico, propose la costituzione di un comitato inquirente, motivata alla luce delle notizie riportate dai media su brogli e condizionamenti del voto. Tale proposta fu respinta dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che approvò invece a maggioranza la proposta del relatore di dichiarare valida l’elezione dei senatori eletti nella circoscrizione Estero, ripartizione America Meridionale, tra cui quella del senatore Caselli, che fu poi convalidata dal Senato nella seduta del 28 settembre 2011. Si ricorda infine che nella corrente legislatura l’onorevole Porta ha presentato ricorso alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, la quale – nella seduta del 20 dicembre 2020 – ha ascoltato le risultanze del lavoro svolto a tale data dal Comitato di verifica appositamente costituito. Il mandato conferito dalla Giunta del Senato attiene al controllo di verbali delle sezioni elettorali, nonché di schede contenenti voti validi, le schede bianche, nulle e contestate.

Il Comitato ha concluso la verifica delle schede di alcune sezioni e ha riferito alla Giunta che « rispetto a quanto segnalato dall’esposto, ad una prima, parziale valutazione (…) sono emersi la plausibilità ed il fumus delle circostanze di natura patologica lamentate dal candidato Porta, con riferimento all’identità di calligrafia che si sarebbe riscontrata nell’espressione dei voti di preferenza ». Un componente del Comitato ha inoltre segnalato che, da notizie apprese informalmente, la Procura di Roma avrebbe disposto una perizia calligrafica sulle medesime vicende segnalate nell’esposto presentato dal candidato Porta. La Giunta ha quindi convenuto all’unanimità sulla proposta di audizione del Presidente dell’Ufficio centrale per la Circoscrizione Estero costituito presso la Corte d’appello di Roma; la Giunta ha inoltre convenuto all’unanimità di richiedere, per il tramite del Presidente del Senato, alla competente autorità giudiziaria ogni elemento informativo utile in ordine ad esposti presentati dal candidato Porta, al fine di verificare se sono state disposte perizie o ulteriori accertamenti. Nella seduta del 4 marzo 2021 il Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha riferito che « su richiesta della Giunta, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha comunicato il 13 gennaio scorso che, a seguito dell’esposto dello stesso soggetto, è stato incardinato un procedimento penale nei confronti di ignoti per il reato di cui all’articolo 100 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e che, per effetto delle indagini svolte, è stato conferito incarico a consulente tecnico grafico per l’esame delle schede in sequestro.

Secondo quanto comunicato, le operazioni peritali avrebbero avuto inizio il 15 gennaio scorso »; la Giunta ha quindi convenuto di incaricare un proprio componente « di effettuare, in un primo momento, un’interlocuzione informale con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma al fine di verificare lo stato e gli eventuali esiti degli accertamenti disposti da tale autorità giudiziaria. A tale contatto, potrà poi seguire una richiesta formale di chiarimenti alla stessa Procura ». Ovviamente le vicende di cui si occupa attualmente la Giunta del Senato sono relative alle elezioni del 2018 e non a quelle del 2008, la cui menzione da parte dell’onorevole Porta quale termine di paragone è all’origine della querela dell’ex senatore Caselli. In conclusione si può certamente affermare che il tema dell’esercizio del diritto di voto degli italiani all’estero, con particolare riferimento alla regolarità delle elezioni, ha senza dubbio occupato in maniera rilevante l’onorevole Porta nelle due legislature nelle quali è stato membro della Camera dei deputati. Inoltre – per quanto non abbia mai fatto riferimento puntuale nei suoi interventi o atti ad irregolarità collegate, a suo avviso, all’elezione del senatore Caselli nel 2008 – egli ha sicuramente sostenuto in atti tipici dell’attività parlamentare la necessità di apportare modifiche legislative per garantire la regolarità delle elezioni, affermando anche, nelle premesse dell’interpellanza urgente sopra citata, della quale fu cofirmatario, che nel 2008 si erano « manifestati incresciosi episodi dei quali si sono interessate la magistratura e la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ». Inoltre, anche il ricorso presentato innanzi a quest’ultima nella presente legislatura può essere considerato assimilabile a un atto tipico della sede parlamentare, analogo a quello presentato nella XV legislatura da altro candidato al Senato, di cui Porta – allora deputato e perciò impossibilitato a firmarlo – aveva comunque sostenuto le ragioni in sede politica.

Alla luce degli elementi sopra esposti si può conclusivamente ritenere che, quando l’onorevole Porta ha citato le elezioni del 2008 in analogia a quelle del 2018 come esempio di elezioni viziate da irregolarità, egli abbia ripetuto un suo convincimento più volte espresso sia in sede parlamentare sia in altra sede. Sulla base delle predette argomentazioni, nella seduta 23 febbraio 2021 il relatore ha formulato la propria proposta nel senso dell’insindacabilità e, nella seduta del 9 marzo 2021, la Giunta ha ritenuto applicabile al caso di specie la prerogativa di cui all’articolo 68, primo comma, della Costituzione e ha conseguentemente deliberato, a larghissima maggioranza, nel senso della insindacabilità delle dichiarazioni di Fabio Porta, deputato all’epoca dei fatti.