Come saranno “dislocati” i 270 neo assunti alla Farnesina? A chiederlo è Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta all’estero, in una interrogazione al Ministro degli esteri Luigi Di Maio.

Nella premessa, Nissoli ricorda che “in data 11 febbraio 2021 l’allora Sottosegretario Merlo ha dichiarato: “Oggi sono entrate al Ministero degli esteri 270 nuove unità di personale. (…) Una parte di questo personale sarà inviato presso i diversi Consolati italiani nel mondo (…)”; l’autorizzazione alle nuove assunzioni è da rinvenirsi nell’articolo 3, commi 1 e 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e in quanto disposto dall’articolo 1, comma 274, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e il bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”.

“Dal 2006 a fine 2019 – continua Nissoli – la riduzione di circa il 35 per cento delle unità in servizio alla Farnesina ha portato le unità di personale da 3.006 a 2.465; una perdita rilevante se si tiene anche conto degli ulteriori 500 pensionamenti previsti per il 2022; la cessazione dal servizio per innalzamento dell’età impatta pesantemente sul funzionamento della rete diplomatica e consolare, con una dotazione di personale mediamente inferiore a quella dei Ministeri dei Paesi omologhi membri dell’Unione europea“.

“Le autorizzazioni, introdotte nella legge di bilancio per il 2021, all’assunzione di appena 80 unità del contingente degli impiegati a contratto e all’assunzione nelle aree funzionali, di circa 150 unità tra seconda e terza area, sebbene qualificate come conquista amministrativa, – annota la parlamentare – nei fatti rappresentano un’esigenza operativa inderogabile, in quanto tali incarichi andranno a malapena a colmare i vuoti derivanti dai pensionamenti e non incrementano il precario status quo; inoltre, rimangono preoccupanti i dati afferenti alle liste di trasferimento cosiddette “invernali” del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dai quali emerge che l’80 per cento di posti sulla rete estera risulta attualmente vuoto e a tale carenza stanno sopperendo i lavoratori a contratto, le cui precarie condizioni operative, contrattuali e retributive sono note e oggetto di molteplici solleciti al Governo anche in sede parlamentare”.

Posto che “è urgente rafforzare le rappresentanze diplomatiche e consolari con un più adeguato contingente di personale, condizione imprescindibile per garantire servizi più efficienti agli italiani residenti all’estero”, Nissoli chiede al ministro “come intenda dislocare i 270 neo assunti nella rete estera e con quali tempi, al fine di sopperire alla carenza di personale all’estero e alla necessità di smaltire e velocizzare pratiche e servizi destinati ai nostri connazionali”.