di Matteo Forciniti

Il boss della ‘ndrangheta Rocco Morabito sarà estradato in Italia direttamente dal Brasile. Questo l’annuncio (ampiamente prevedibile) dato ieri sera in una conferenza stampa dalle autorità uruguaiane direttamente coinvolte nell’operazione di cattura del secondo latitante più ricercato d’Italia arrestato lunedì pomeriggio insieme a Vincenzo Pasquino a Joao Pessoa, nello stato di Paraiba.

“L’Uruguay non chiederà l’estradizione di Morabito per non ostacolare il processo” ha affermato il procuratore Jorge Diaz nel corso del suo intervento. Arrestato nel settembre del 2017 a Montevideo, il narcotrafficante calabrese aveva vissuto un lungo periodo della latitanza a Punta del Este facendosi passare con documenti falsi per un imprenditore brasiliano attivo nella coltivazione della soia. Nella notte del 24 giugno 2019 riuscì a evadere misteriosamente dal carcere “Central” di Montevideo in attesa di essere estradato in Italia.

Il procuratore Diaz ha spiegato che il piano uruguaiano era originariamente di far espellere Morabito dalle autorità brasiliane in Uruguay, dove sarebbe stato poi estradato in Italia, dal momento che il processo di estradizione era già davanti alla Corte suprema e sarebbe stato rapido. “Ma nel momento in cui arriva un nuovo mandato di cattura internazionale dall’Italia, approvato dalla Corte suprema federale del Brasile, la polizia federale brasiliana non può più ordinare l’espulsione e l’estradizione deve essere eseguita”, ha spiegato Diaz. Per cui, “l’Uruguay non chiederà l’estradizione per non ostacolare il processo di estradizione in Italia, dove ha commesso i crimini più gravi”.

Insieme a Diaz alla conferenza stampa hanno partecipato anche il nuovo ministro dell’Interno Luis Alberto Heber (appena succeduto allo scomparso Jorge Larrañaga) e il pubblico ministero Ricardo Lackner che sta seguendo l’indagine su quella spettacolare fuga dal carcere avvenuta due anni fa e avvolta ancora oggi da troppi misteri.

Lackner ha dichiarato che Morabito sarà interrogato al riguardo e che nell’inchiesta “sono state già identificate varie responsabilità” a livello generale mentre adesso “restano da stabilire le responsabilità individuali da parte di ciascuno dei soggetti coinvolti”.

“La priorità era individuare e catturare Morabito” ha assicurato il magistrato parlando dei pochi progressi che sono stati fatti dopo due anni di indagini su questa vicenda.