Palazzo Chigi (foto depositphotos)

 

 

di Franco Esposito

Mario Draghi ad alto gradimento. Anzi di più: il gradimento a favore del premier è altissimo. Settanta virgola otto per cento a certificare la poderosa impennata. Sessantuno virgola tre al 20 maggio. L’indice è schizzato molto in alto in meno di un mese. Come pure è cresciuto in maniera significativa il gradimento verso il Governo. L’Esecutivo nel suo complesso passa dal 60,2 al 68,8.

Il risultato beneficia ovviamente della forte accelerazione data alla campagna vaccinale e delle riaperture che hanno creato, almeno in parte, una condizione di normalità nel Paese. I numeri questo dicono, certificati dall’istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli, nell’ultima variazione settimanale. Risultati che stabiliscono una nuova classifica di vertice per quanto riguarda i partiti.

Vige, vive, domina la regola del sorpasso. La graduatoria risulta ampiamente e clamorosamente cambiata. Manco si trattasse dell’arrivo di una tappa di montagna del Giro d’Italia o del Tour de France, con i campioni, i favoriti per la vittoria, che ribaltano la classifica, scardinando posizioni e stabilendo nuove leggi nell’ambito della competizione.

Pagnoncelli ci dice, informa, chiarisce, per quello che queste indagini siano in grado di raccontarci sul piano dell’effettiva verità. Il Pd è schizzato al primo posto, se li è mangiati tutti gli altri partiti o movimenti impegnati al piano concorrenziale in previsione della competizione elettorale a livello amministrative. Le elezioni per il governo di città anche importanti. Roma, Napoli, Torino, e altre. A Torino, tanto per chiarire, le primarie sono risultate poca cosa. Hanno partecipato in pochi, quindi si potrebbe parlare tranquillamente di flop, senza che nessuno abbia ad offendersi. Si è imposto il pd Stefano Lorusso, professore di geologia al Politecnico, 45 anni, il dem più lontano di tutti dal Movimento Cinque Stelle.

Partito Democratico primo nella graduatoria stilata dall’organizzazione di Pagnoncelli, con il 20,8%. Un inatteso sorpasso ad annunciarne altri. Qualcuno addirittura clamoroso. Innanzitutto quello firmato da Fratelli d’Italia, secondo partito alle spalle del Pd con un sorprendente 20,5, in grado di generare forti e giustificati entusiasmi tra le file dei seguaci di Giorgia Meloni.

Ma la Lega, dov’è finito il prode Salvini? Superato da Fratelli d’Italia, è terzo con il 20,1.

Tre partiti in un fazzoletto a denunciare comunque una situazione di fluidità politica. Nel senso che potrebbe succedere di tutto, compreso un arrivo al fotofinish. Tre partiti divisi e racchiusi in una manciata di decimali. Pagnoncelli nel ruolo insolito e platonico di un sadico. La lettura politica assume una duplice aspetto: i dem risultano il partito più votato per la prima volta dal 2017; il sorpasso del partito della Meloni è una novità assoluta. Anche alla luce del superamento ai danni della Lega di Salvini. Il sorpasso è sicura materia di riflessione: fa capire quanto sia agguerrita la competizione per la leadership del centrodestra. La differenza di pochi decimali nulla toglie all’avanzata del partito di Giorgia Meloni.

La misura del sorpasso di Fratelli d’Italia è misurabile dal confronto con i dati delle elezioni europee 2019. La Lega ottenne il 34,3%, al suo massimo storico; Fratelli d’Italia arrivò stentatamente al 6,5. Il testa a testa si è sviluppato  in appena due anni. Il Pd al primo posto dopo tantissimo tempo nel gradimento espresso dall’indagine di Pagnoncelli disegna una nuova mappa politica. Movimento Cinque Stelle e Lega hanno combinato fra loro una sorta di staffetta, scambiandosi la leadership. Nei primi posti, ora il M5S non c’è più. È sparito, scomparso dai radar. Escluso dai tre partiti guida raggruppati in pochi decimi di differenza. Cinque Stelle al minimo, il 14.2% con una perdita secca di due punti in due mesi. Laddove Forza Italia con il 9,2 conquista il suo punto più alto da dicembre a oggi.

Il margine ristretto in vetta quando è così risibile può cambiare il risultato in brevissimo tempo. Non esclusi eventuali capovolgimenti. Oggi come oggi i trend hanno espresso chiare indicazioni nel corso delle settimane. Lento ma costante l’arretramento della Lega, due punti in meno rispetto a fine maggio; Fratelli d’Italia marcia invece in senso opposto, due punti in più; rimane sulle sue posizioni, quindi stabile, il Pd. Il 20.8 di oggi e lo stesso di aprile. Il primo posto si spiega anche col calo della Lega e la rovinosa discesa del M5S, sprofondato al 14.2 due punti in meno in un mese.

I dati Ipsos tendono ad evidenziare anche i consensi che raccoglierebbero le coalizioni politiche. Il centrodestra gode di un vantaggio ampio, 49.8%. Vantaggio giustificato a seconda dei possibili assetti nella versione giallorossa. L’abbinata vale il 38,8%. Con dentro i partiti centristi raggiungerebbe il 45,3%. Senza il M5S, solo come centrosinistra, il Pd rimarrebbe bloccato al 31,1.

Ma nel conto non bisogna mai dimenticare che cos’è la politica in Italia. Intanto è umorale, e questo sarebbe niente. È piena zeppa innanzitutto di voltabandiera, e questo può disegnare in ogni caso la differenza.