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Di STEFANO GHIONNI

 

Costa (Azione) attacca: “Governo ostaggio dei grillini”

Continua il braccio di ferro sulla riforma del processo penale, il cui esame, alla Camera, è slittato al prossimo 30 luglio. La trattativa tra i partiti prosegue e il pressing sul M5S, ostinatamente contrario al ddl Cartabia, non si ferma. Gli emendamenti presentati al testo di legge, d'altronde, hanno già superato quota 1.600. Un numero enorme che toccherà alla commissione Giustizia, convocata oggi, al termine del voto di fiducia sul decreto Recovery, “sfoltire” giudicandone la loro ammissibilità. Proprio alla luce della necessaria mediazione in corso all'interno dell’eterogenea maggioranza di governo (cui sta lavorando lo stesso Guardasigilli), sarà poi un nuovo ufficio di presidenza a stabilire come si articolerà l'esame del testo per il quale la conferenza dei capigruppo ha concesso una settimana in più rispetto al vecchio calendario. E’ chiaro, tuttavia, come ogni cosa passi per la posizione del Movimento, partito che, al momento, appare irremovibile nel suo no al pacchetto Cartabia. Una linea che mira a mantenere inalterata la precedente riforma Bonafede, in particolare sui tempi della prescrizione, ma che, a questo punto, potrebbe anche costringere l'esecutivo a porre la fiducia. E’ stato lo stesso sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto a ipotizzare una soluzione del genere. "La fiducia in caso di mancato accordo sulla riforma del penale? E' l'extrema ratio. Il premier Draghi e la ministra Cartabia sono determinati a raggiungere gli obiettivi, e noi con loro: serve responsabilità da parte di tutti" ha commentato l'esponente forzista. Quanto alle critiche mosse alla riforma, per Sisto "gli allarmi lanciati sulla nuova prescrizione sono del tutto ingiustificati: l'impressione è che si voglia difendere a tutti i costi il 'fine processo mai'. Dobbiamo puntare a velocizzare e rendere più efficace il sistema, non a stritolare il cittadino comprimendone il diritto di difesa". Duro, durissimo invece il senatore renziano Davide Faraone: “spero che Letta, quando discute con Conte di accordi elettorali per suppletive ed amministrative, sappia tenere al riparo la riforma Cartabia sulla giustizia" ha scritto su Twitter il capogruppo di Iv. “La riforma del processo penale era calendarizzata in aula Camera il 28 giugno: rinviata. Poi il 23 luglio: rinviata. M5S sta tenendo in ostaggio il Governo. Il tempo è scaduto. Si vada avanti, senza Conte ed i grillini. Ed il Pd smetta di inseguirli" ha rincarato la dose, sempre su Twitter Enrico Costa, deputato di Azione.