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L’Europa, come Unione europea, vive una situazione a tenaglia, è vincolata agli Stati Uniti che non sempre agiscono con vantaggio europeo. Ma se gli europei tentano di agire nel proprio interesse al di fuori delle direttive statunitensi, vengono fermati. Il risultato è l’isolamento europeo, con un alleato-protettore – gli Stati Uniti – talvolta non opportuno, e senza poter trovare altri sbocchi. La vicenda afghana è un caso. Il caso, esemplificativo, danneggerà l’Europa con immigrazione, con l’eventuale terrorismo, con il potenziamento di Cina e Russia, oltretutto con danni che colpiranno anche gli Stati Uniti.

Allora, perché non lottare contro i talebani? Quale maggior danno sarebbe stato peggiore della riconquista talebana? La guerra? Certo, l’orrenda guerra. Ma è immaginabile che Usa e Stati europei non sarebbero idonei a dissolvere i talebani? Dicono: gli americani sono avversi alla guerra in Afghanistan. E quando mai uno statista cede all’opinione pubblica! Uno statista crea l’opinione pubblica. Dall’abbandono dell’Afghanistan non sorgerà un minimo vantaggio per l’Occidente né per gli afghani. Gli afghani saranno schiantati, affamati, uccisi. Taluni consentiranno alla restaurazione integralista della legge coranica, intesa al modo talebano, la donna asservita, la negazione di ogni cognizione dell’altrui civiltà. Che vantaggio otterrà il popolo dal non fare studiare le donne, dal non concedere possibilità di scelta? È una sconfitta per noi e per gli afghani. Ma il peggio è nei rapporti con gli Stati Uniti. Non possono continuare a osteggiare i contatti con la Russia (la Cina è un altro aspetto e comporta altre complessità) e obbligarci a dipendere dall’America anche quando non fanno atti a nostro vantaggio!

Ci isolano, ci rovinano. In quanto alla Cina: ormai le nostre economie dipendono da essa, anche o soprattutto nelle tecnologie estreme. Sono contrarissimo a questa dipendenza dalla Cina. Ma la dipendenza dagli Stati Uniti ci paralizza. Sarebbe auspicabile, tentabile, un riavvicinamento europeo con la Russia? Gli Stati Uniti lo impedirebbero, taluni Paesi europei lo rifiuterebbero. Davvero una pessima situazione. Siamo al punto che il nostro presidente del Consiglio stenta a organizzare il G20 con Russia e Cina, perché il presidente degli Stati Uniti non vuole un incontro diretto e oltretutto ormai ha imposto il ritiro in data 31 agosto, il che renderà angosciatissima la salvezza dei collaboratori dell’Occidente, i quali devono essere salvati. Ciò detto, i talebani vanno combattuti militarmente. Non vi è alternativa politica. È come per i nazisti: annientarli. Ora che faremo? Assisteremo alla guerra civile tra i pochi rivoltosi retti da Massoud, figlio del Massoud eroico contro i sovietici, circondato anche da antichi compagni del padre?

Li aiuteremo? O faremo soltanto i locandieri dei fuorusciti? Diventare i locandieri dei disastri mondiali sembra ormai il ruolo dell’Unione europea. Ma così non risolviamo, anzi, nel caso aiutiamo i talebani che ci manderanno chi vogliono. Tempi difficili da capire. Rivivo le vicende da bambino, quando parenti mi raccontavano le sevizie dei campi di concentramento, i bambini separati dalle madri. Avete visto le madri che lanciano i figli oltre i recinti per salvarli, come capita-capita, in Afghanistan! Fatemi capire. Io non capisco. Esisteranno segrete vicende, oscuri timori. La responsabilità del politico è grave. Credo che sbaglino a non combattere i talebani. Se qualcuno scorge ragioni opposte, ne terrò conto. Insisto: per me è un errore.

ANTONIO SACCÀ