La camorra “tira” anche nel mondo della moda. E qualcuno ha pensato bene di trasformarla in un brand con cui vendere, on line ma non solo, t-shirt di pessimo gusto. La prima denuncia è venuta da Severino Nappi, consigliere regionale della Campania in quota Lega. Su e-Bay ha trovato in vendita una maglietta raffigurante la cartina tricolore dell’Italia con sopra impressa la scritta “camorra” e, tanto per essere espliciti, il disegno di una piovra. Il prezzo? Solo 24 euro. «Questa volgare maglietta, oltre a rappresentare l’ennesima preoccupante celebrazione delle organizzazioni criminali, offende Napoli, i napoletani e l’intero Paese», ha denunciato Nappi. «L’illegalità va combattuta in ogni dove, anche quando viene pubblicizzata attraverso oggetti di dubbio gusto come quello che abbiamo intercettato». Detto fatto, alla sua segnalazione ha fatto seguito la rimozione del contestato annuncio da e-Bay. Ma le t-shirt di camorra non circolavano solo nel mondo del web. Pochi giorni fa, infatti, una pattuglia della Guardia di Finanza di Napoli ha intercettato un venditore ambulante nei pressi del carcere di Secondigliano. L’uomo si è dato alla fuga ma sulla sua bancarella i finanzieri hanno sequestrato decine di magliette come quelle segnalate da Nappi. La Guardia di Finanza fa sapere che le indagini ora mirano a risalire alla filiera di produzione e distribuzione, e lancia un appello ai cittadini a «denunciare anche tramite il servizio 117 chi vende articoli contraffatti, soprattutto se inneggianti a simboli mafiosi». Ma la t-shirt in questione non è l’unica ad esaltare il crimine organizzato. Basta fare un giro sui siti di e-commerce per trovare di tutto un po’. Si va dalle semplici t-shirt con la scritta “camorra” in bianco su fondo nero, o il logo “Gomorra” avvolto da fiamme rosse, alle più elaborate magliette con disegni di pistole e la scritta “Camorra, mafia and crime”, a scelta in nero o in azzurro, oppure ancora disegni di boss in doppiopetto con la scritta “Naples University”. I prezzi? Bastano dai 19 ai 24 euro, a seconda del modello, per avere un capo marchiato “camorra” e infangare così un intero popolo e la sua cultura millenaria.