L'attaccante del Napoli Lorenzo Insigne (depositphotos).
C'è un toro che si aggira per Roma. C'è il Toro allo Stadio Maradona. Il Toro di Juric, terza difesa del campionato, squadra di rinnovato orgoglio e lotta che, prima della sosta, ha ceduto per un solo gol alla Juventus all'86'.
Una squadra irrobustita dagli acquisti, il mancino croato Brekalo pericoloso sulla fascia sinistra in combinazione col nigeriano Ola Aina, il centrocampista belga Praet, il difensore ceco Zima (1,90).
Il brasiliano Bremer svetta in difesa davanti al gigantesco portiere serbo Milinkovic-Savic (2,02) con l'ivoriano Singo (1,90) sulla fascia destra che spinge molto. Forse rivedremo Belotti: il centravanti paraguayano Sanabria è appena rientrato dagli impegni con la nazionale in Sudamerica. 
Questo per dire che il Napoli affronterà un avversario tosto in una gara che gli azzurri dovranno sbloccare al più presto per costringere il Torino (3-4-2-1) ad aprirsi.
Spalletti ritrova tutti i titolarissimi, l'unica novità sarebbe Meret tra i pali (anche Ospina è rientrato all'ultimo momento dal Sudamerica). È inutile riandare con la memoria al Verona di Juric che nel campionato scorso stoppò a Fuorigrotta la corsa del Napoli per entrare in Champions. Questo Torino è diverso da quel Verona, più manovriero della formazione granata.
Questo Torino cerca di governare la partita con un centrocampo di esperti guerrieri e di corridori instancabili. Il Napoli dovrà giocare a un tocco per prevalere in velocità. Si annuncia un gran duello fra Osimhen e Bremer. 
Una serata felice di Zielinski, il giocatore che tradisce spesso per il carattere che non lo sostiene, potrebbe risultare la "chiave" vincente per smantellare il castello granata, l'uomo in più in un match che si annuncia equilibrato. E, naturalmente, Insigne potrà sfoggiare le sue giocate decisive sulla fascia dove troverà il difensore ivoriano Djidji, ma anche i rientri di Singo. 
In una partita di combattimento, il Napoli potrà prevalere se riuscirà ad imporre la sua qualità superiore, mentre la difesa azzurra dovrebbe avere buon gioco contro un attacco (Belotti o non Belotti) che ha segnato sinora la metà dei gol del Napoli, appena tre reti in trasferta, non ha un cannoniere scelto, sette diversi giocatori sono andati a segno con un gol a testa, il solo Pjaca ha segnato due volte.
I due allenatori hanno cambi eccellenti per incidere sulla partita. Nel Napoli, scalpita Mertens. Juric ha in panchina giocatori di gran livello, da Pjaca a Zaza per l'attacco, poi Pobega, Baselli, Ansaldi per dare più energie al centrocampo.
Il Napoli, dopo sette vittorie consecutive, primato in classifica a punteggio pieno, non può fallire. Alle sue spalle continuano i confronti diretti fra le prime sette squadre (ieri Lazio-Inter, stasera Juventus-Roma) che possono lasciar punti a vantaggio degli azzurri a patto che arrivi l'ottava vittoria. Nel prossimo turno si giocheranno Roma-Napoli e Inter-Juventus. Il campionato si accende e siamo solo all'inizio.
Contro il Torino non sono ammesse distrazioni. A centrocampo, con l'arrivo di Anguissa, Spalletti ha trovato la soluzione per un reparto meglio assortito che sta rilanciando Fabian Ruiz. Il problema, contro il Torino, è di non andare in inferiorità numerica contro i quattro centrocampisti granata ben sostenuti dai rientri di Linetty e Brekalo. 
Si annuncia un gran sacrificio per le punte azzurre, segnatamente gli esterni Politano e Insigne che dovranno prodigarsi nella zona mediana. Concentrazione massima sin dalla palla al centro e passaggi in profondità, nello spazio, per avvantaggiare gli assalti sulle fasce e la velocità di Osimhen. 
Juric ha detto che il Napoli è pericoloso perchè se gioca alto ha qualità di palleggio per mettere in difficoltà qualunque avversario e se gioca basso ha la velocità di Osimhen per colpire. Quale tattica, allora, sfoggerà il Torino di Juric?  Probabilmente starà basso per invitare il Napoli a scoprirsi. Vedremo un 5-4-1 granata?