Di MARCO FERRARI

Dalla Liguria a Montevideo grazie al calcio femminile. E per il Vado, storica società del ponente ligure, torna una convocazione in una nazionale dopo cento anni. E’ una storia a lieto fine quella di Noelia De Luca, convocata per la prima volta nella nazionale maggiore dell’Uruguay. De Luca, terzino classe 1991 del Vado F.C. 1913, è volata in Sud America per due amichevoli. La Celeste femminile ha vinto 2 a 0 contro il Boca Juniors, gara nella quale la giocatrice rossoblù è stata in campo per mezz’ora e quindi 2 a 1 contro il River Plate. Una sorpresa anche per lei, nata a Montevideo e arrivata in Italia nel 2003 all’età di dodici anni. “Appena giunta in Italia, a Cairo Montenotte, in provincia di Savona, – racconta la calciatrice – avevo chiesto se esistessero società calcistiche femminili, ma mi è stato risposto che le squadre esistenti avevano tutte ragazze molto più grandi di me e non mi è stato possibile giocare con i ragazzi poiché non si vedeva bene questa cosa. Prima di entrare in una squadra, ho dovuto aspettare i miei 15 anni, mentre praticavo nuoto agonistico. Ho iniziato con il calcio nel 2006, anche se nei precedenti tre anni facevo i tornei con le scuole superiori. Durante uno di questi incontri mi videro Mauro Aprea e Marco Marenco, suo secondo, e mi chiesero di giocare a Bragno, nella loro squadra e da lì ho iniziato”. A darle un occhio dall’Uruguay hanno cominciato qualche anno fa. “Quando pubblicavano i risultati del Genoa Women, un giorno, – racconta – venni contattata da un giornalista uruguaiano che mi chiese di condividere un video in cui giocavo”. Il filmato è stato notato da Ariel Longo, allenatore della nazionale dell’Uruguay femminile. In seguito a questa segnalazione i dirigenti della nazionale hanno chiesto altri video, ma la convocazione non arrivò poiché l’Uruguay non era riuscito a qualificarsi ai Mondiali di Francia 2019. La speranza di Noelia era riposta alla Coppa America del 2022. E il sogno si sta avverando a cominciare da questa prima chiamata a Montevideo che la calciatrice ha commentato così sul suo profilo: “Potrei scrivere didascalie filosofiche… Ma solo chi mi conosce veramente sa quanto significhi per me questa chiamata… E quanto l’avessi aspettata. Non è mai tardi per credere nei propri sogni e io ne sono la conferma!”. Oggi Noelia è tesserata con il Vado che partecipa al campionato di Eccellenza, ma in passato aveva conseguito due esperienze in Serie B con il Lagaccio (2014-2015) e Genoa Women (2018-2019). Laureata in Scienze Motorie, da terzino appare dotata di grande velocità. “Il modello a cui mi ispiro – spiega la italo-uruguayana – è Paolo Maldini, un idolo assoluto di ogni milanista della mia generazione. Non esistono più giocatori così. E’ stato un ottimo giocatore, ma anche un esempio. Ora sta facendo buone cose come dirigente. Parlando dei giocatori attuali, mi piace molto Theo Hernandez del Milan. Penso che insieme ad Alexander-Arnold e Hakimi sia uno dei terzini più forti al mondo”. Una calciatrice, che a parte la chiamata nella Celeste, ha già collezionato diversi trofei in Italia: la vittoria di Coppa Liguria con il Vado nel 2016 e l’annata passata nel Genoa in serie B. Ma lei non scorda neppure i momenti difficili: “Ricordo il mio primo allenamento dopo l’infortunio al ginocchio. Giocavo nel Lagaccio, l’anno della fusione con l’Arenzano in Serie B, un’emozione incredibile. Ho avuto la fortuna di essere allenata da Cesare Errico, un grande allenatore, papà di Emma, attuale giocatrice del Sassuolo. Aver avuto lui nel mio ritorno in campo, è stato fantastico”. Soddisfazione è stata espressa anche dai dirigente della nobile casacca della società savonese: “Da parte di tutto il Vado calcio, complimenti a Noelia De Luca che vede avverarsi un sogno inseguito da tempo! Bravissima Noe!”. Era esattamente dal 1924 che un tesserato del Vado non veniva chiamato da una nazionale. Allora toccò a Virgilio Felice Levratto che con gli azzurri esordì diciannovenne il 25 maggio 1924, alle Olimpiadi di Parigi, convocato da Vittorio Pozzo, nonostante ancora militasse in II Divisione. Nella stagione sportiva 1921-22 il Vado prese parte alla prima Coppa Italia organizzata dalla FIGC in contrapposizione della Confederazione Calciatori Italiana (CCI), in auge fino a quel periodo, la quale aveva messo in atto uno scisma privilegiando i grandi club e chiudendo le porte alle società di peso minore. Pur nelle difficoltà economiche e politiche di quegli anni, il calcio ed in particolare la FIGC cercano di interessare sportivi e società a un evento importante. E il Vado arrivò in fondo battendo in finale l’Udinese in un match ad oltranza. La palla arrivò all’ala sinistra Levratto in quale, dopo aver dribblato due difensori, fece partire un potente tiro di esterno sinistro da 20 metri che si infilò sotto l’incrocio della porta. Il tiro fu talmente potente da squarciare la rete e andare a rimbalzare contro la Torre di Scolta, situata dietro la porta degli udinesi. Il diciassettenne carcarese venne portato in trionfo al grido di “Levre! Levre!”. Cento anni dopo anche la squadra femminile ha una Levratto in campo, Michela, alleata dalla brava Nadia Galliano, e una nazionale, Noelia De Luca.