di Nicola Morra*

“Al Senato, il candidato escluso Fabio Porta ha individuato 32 sezioni «a rischio brogli», che hanno espresso 22.633 voti a favore dell’Usei. In due di queste, a Buenos Aires città, Usei ha ottenuto il 96% dei voti, contro una media nel resto della capitale del 23%. Delle circa 22 mila preferenze ottenute dal senatore Cario in tutto il Sudamerica, 16.860 sono state ottenute in 14 dei 99 seggi che afferiscono al consolato di Buenos Aires, la cui estensione è per altro molto grande. Insomma i voti che hanno mandato Cario e Sangregorio al governo sono principalmente stati raccolti nel distretto di Buenos Aires”.

Questo si apprende dalla stampa che ha dato risalto la questione.

Ma cosa fa la Giunta del Senato?

Con una consulenza tecnica disposta dalla Procura di Roma si appura che 2.140 schede sono state taroccate, ovvero vergate da un ristretto numero di elettori, che quindi hanno espresso più volte, anche in seggi diversi, la stessa preferenza, perché l’esame calligrafico non lascia dubbi. Eppure la Giunta salva il senatore in questione.

Cosa aggiungere?

*Nicola Morra

Senatore, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia