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Di MATTEO FORCINITI

Sono 4,691 gli iscrittti al voto in Uruguay, su una coillettivitá di oltre 120mila cittadini italiani residenti nel Paese. 4,691persone che daranno le loro preferenze a tre liste Rinnovo, Unitalie e Maiu composte da 61 candidati. Molti di questi li avete giá conosciuti perché a nostra richiesta ci hanno inviato simboli, programmi e foto. Nelle scorse settimane Gente d’Italia ha provato a mettersi in contatto senza successo con la lista Maiu (Movimiento Asociativo Italo Uruguayo) per offrire lo stesso spazio concesso GRATUITAMENTE alle altre due liste che partecipano alle elezioni del Comites in Uruguay. Una prima mail è stata inviata il 2 novembre tramite il candidato Federico Vero Vinci, la seconda il 10 novembre al responsabile Aldo Lamorte. A differenza di Unitalia e Rinnovo, la lista Maiu on ha mai risposto al nostro invito a presentare le sue proposte e i suoi candidati. Di conseguenza lo spazio pluralisticamente previsto – due pagine GRATIS come per le altre due liste – resterà in bianco con la sola lista di nomi e i lettori perderanno l’opportunità di conoscerli. La spiegazione? Dovete sapere che per il capo e alcuni componenti questa lista noi “non esistiamo”… Nel febbraio del 2020 infatti quattro dei loro consiglieri votarono contro l’esistenza di Gente d’Italia durante la seduta del Comites in una vicenda kafkiana che merita peró di essere brevemente ricordata poiché è estremamente significativa per capire come viene portata avanti un certo tipo di rappresentanza “personale” e non certo per la collettivitá. Dunque, come indica la legge, quello che il Comites deve sottoscrivere ogni anno è un “parere non vincolante sui mezzi di comunicazione esistenti nel distretto”. Il compito dei rappresentanti, semplicemente, è quello di confermare o no che il quotidiano esiste, viene distribuito in Uruguay, ha un suo sito internet e i suoi contenuti sono scritti quasi tutti in italiano. Incredibilmente, in quell’occasione si registrarono 4 voti contrari al parere (Aldo Lamorte, Patricia Bardini, Mario Darino e Pascual Micucci). Questi consiglieri (che oggi si ripresentano) votarono per falsità, o vendetta? “Istruiti” forse dal loro “capocordata Aldo Lamorte? E perché vi chiederete dopo 16 anni di conferme ALL’UNANIMITÁ improvvisamente questo falso voto contrario? La spiegazione é una sola: il Direttore di questo giornale aveva avuto l’ardire di chiedere ancora una volta al Lamorte il pagamento di una fattura relativa a pubblicitá dello stesso mai pagata. Da ben sette anni… Ma al di là della vicenda di Gente d’Italia (che non è autoreferenziale ma interessa tutti perché si riferisce a importi legati a pubblicitá-Comites e non a fatti personali) questa lista si è macchiata di un comportamento ancora più grave nel corso dell’ultima gestione del Comites che ha contribuito ad affossare dopo due anni di continuo boicottaggio. Una volta estromessi dall’esecutivo, nel 2017 a seguito delle dimissioni di Claudio Melloni come presidente e con l’avvento delle altre due liste, la strategia decisa è stata quella di ostacolarne continuamente il funzionamento attraverso le assenze dei consiglieri che provocavano il mancato raggiungimento del quorum per poter far svolgere le sedute. Un atteggiamento davvero insolito che può essere comparato con la triste immagine del bambino capriccioso che sta perdendo la partita e allora si porta via il pallone e dice alla squadra di ritirarsi e gli altri lo seguono in questo delirio. Questa ricostruzione non è un’esagerazione, è andata proprio così tanto che l’Ambasciata è dovuta intervenire -con un inspiegabile ritardo- nel settembre del 2019 per porre fine ad una situazione tragicomica ed espellere cinque consiglieri della lista Lamorte per le loro continue assenze ingiustificate. Ma la cosa più incredibile è che adesso due di questi consiglieri espulsi -Eduardo Supparo e Mario Coppetti- si ripresentano agli elettori per chiedere nuovamente un posto nel Comites come se niente fosse dopo le gesta del passato. Aggiungiamo con grande dignità… C’è infine un altro aspetto legato a una parte di questa lista che merita di essere sottolineato e che riguarda la continua confusione tra politica e rappresentanza degli italiani all’estero, un problema assai diffuso dappertutto e certamente non solo in questo caso. Il Maiu però offre qualcosa in più rispetto agli altri a partire dal suo nome fotocopia del Maie (Movimento Associativo degli Italiani all’Estero). Del Maie Lamorte è stato il coordinatore nazionale fino a poco tempo fa e ciò gli ha consentito di arrivare a essere nominato dal governo consigliere Maie nel Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) mentre adesso corre per il Comites autonomamente. Ma accanto agli incarichi italiani il nostro Lamorte porta avanti da tempo un costante impegno nella politica locale con il Partido Nacional nella continua ricerca di una poltrona tra l’Italia e l’Uruguay saltando da un partito a un altro con un piede di qua e uno di là perché nella vita non si sa mai. Adesso si pensa al Comites, domani si vedrà. Intanto peró deve ancora pagare il suo debito a questo giornale…..che comunque lo ha denunciato in Italia, ma per un altro reato: falso in atto pubblico ( ha scritto una lettera, come rappresentante Maie del Cgie al Ministero degli Esteri giurando che questo giornale non esiste. cercando di farci chiudere… Sbugiardato dai fatti… E oggi richiede il voto… Incredibile…