di Filippo Limoncelli

 

In Alto Adige è boom di scuole “clandestine” no vax. La magistratura ne ha individuate per ora una decina. I bambini frequentano le lezioni nei boschi della val Aurina, alta val Venosta e Passiria. A Gais (Bolzano) se ne segnala una all’interno di un maso, come racconta Il Dolomiti. Altre segnalazioni arrivano anche da zone del Trentino, come pure in Veneto e in Lombardia. Secondo l’indagine sono in tutto sono 629 gli alunni attualmente in homeschooling, contro i 30 del pre-Covid.

La Procura dei minori di Bolzano ha aperto un fascicolo. Decine di famiglie no vax hanno deciso di ritirare i propri figli dagli istituti per provvedere da sole alla loro istruzione, creando scuole parentali non ufficializzate dove mascherine, distanziamento anti-Covid e vaccinazioni sono banditi.  

Con una lettera alla sovrintendenza scolastica, la Procura ha chiesto di segnalare i casi in cui c’è il rischio di una “lesione allo studio”. Invito subito recepito dalla responsabile della scuola di lingua tedesca, Sigrun Falkensteiner, che ha avviato ispezioni mirate nei confronti delle famiglie che hanno ritirato i figli dal sistema scolastico per evitare mascherine in classe e aggirare le misure anti contagio. Al vaglio della procura ci sarebbe anche un video girato da un insegnante no vax sospeso che avrebbe ripreso la sua classe durante le lezioni all’aria aperta.

Il caso è arrivato anche in Parlamento dove la deputata altoatesina di Coraggio Italia, Micaela Biancofiore si è detta preoccupata. “A cominciare dal mio Alto Adige passando per altre realtà come Milano e molte altre che ancora non si conoscono, stiamo assistendo inermi al boom di scuole clandestine per i figli delle famiglie no vax. Quasi 600 bambini nel mio Alto Adige sono stati ritirati dalle scuole ufficiali, sottratti alla socializzazione che è già un problema vista la natura etnica della nostra Autonomia, e affidati ad insegnanti improvvisati – probabilmente privi di titoli”.

Biancofiore chiede al premier Mario Draghi e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di “intervenire immediatamente con un decreto amministrativo urgente e stringente delle maglie della troppo concessiva normativa sull’obbligo scolastico”. “Non si possono lasciare proliferare azioni di chi è scientificamente ignorante, che minano la cultura, la coesione sociale, l’ordine pubblico e la salute. È poi evidente, che certe derive si arginano con l’obbligo vaccinale che noi chiediamo da tempo e con eventuali lockdown punitivi per i soli no vax, come sta accadendo in Austria”.