Una dose di vaccino (foto depositphotos)

Il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, è intervenuto ieri sulle colonne del Corriere della Sera per rimarcare la posizione del governo Draghi in merito alla campagna vaccinale che sta proseguendo in questi giorni con la terza dose. Per Brunetta, infatti, “Il green pass rafforzato è la nostra sicurezza. La stragrande maggioranza degli italiani ha scelto di vaccinarsi e gli ultimi giapponesi rimasti a manifestare in qualche angolo di piazza italiana, sono inseguiti dal vituperio delle genti, dal freddo e dalla solitudine. Solo grazie all’effetto-annuncio molti no vax si sono convinti. È più che raddoppiata la propensione alle prime dosi, nell’ultima settimana sono cresciute del 44% – spiega Brunetta -. Il secondo effetto è la riapertura di tanti hub vaccinali che erano stati chiusi. Il terzo è il boom di terze dosi. Abbiamo superato le 400 mila e raggiunto poco meno di un milione di immunodepressi”. Per questi motivi, è convinto che “al momento l’obbligo vaccinale è sullo sfondo, non siamo in difficoltà come la Germania. Col super green pass avremo un Natale totalmente aperto. Nessuna restrizione per i vaccinati per le attività sociali, culturali e del tempo libero e consumi da boom economico. L’obbligo in questo Renato Brunetta momento non serve, stiamo meglio degli altri. Mettere in campo una decisione che non migliora le performance, produce multe che probabilmente non sarebbero pagate e fa incattivire le frange non vaccinate, non serve a nulla”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Vaia, direttore generale e direttore sanitario dell’ospedale Spallanzani di Roma, che sottolinea che i dati che giungono dal Sud Africa non devono creare allarmismi. Nessuna quarta dose di vaccino inoltre, ma “sarà necessario un richiamo annuale con vaccini aggiornati alle varianti, esattamente come per lx anti-influenzale”.