di Martina Coscetta

 

La variante Omicron sta destando sempre più preoccupazioni in Europa e in tutto il mondo. Mentre nel Vecchio Continente i contagi raggiungono livelli record, superando in alcuni casi i numeri di un anno fa, dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) arrivano i primi dati sulla pericolosità della variante: segnalata in più di 60 Paesi, è più trasmissibile della mutazione Delta, rappresenta un rischio globale “altissimo” e riduce l’efficacia del vaccino.

Sono soprattutto i dati della Gran Bretagna a preoccupare, visto che si intravede già il sorpasso di Omicron su Delta. Il Paese è ormai da mesi alle prese con decine di migliaia di contagi giornalieri da Covid, e il diffondersi di Omicron rischia di complicare ulteriormente la gestione della pandemia. Una situazione che secondo gli esperti della London School of Hygiene and Tropical Medicine rende necessarie nuove e più dure restrizioni – il cosiddetto ‘piano C’, un’eventualità che il governo di Boris Johnson ha finora escluso – per evitare la grande ondata di Omicron prevista per gennaio 2022. L’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito aveva già avvertito che, in mancanza di una strategia di contenimento più rigorosa, i morti da Covid nei prossimi 5 mesi potrebbero essere addirittura 75.000. 

In Uk sono stati 1.239 gli ulteriori casi confermati della variante Omicron nelle ultime 24 ore, il più alto aumento giornaliero e quasi il doppio rispetto al precedente massimo registrato il giorno precedente (633). Oggi è stata registrata nel Paese anche la prima vittima legata alla nuova variante. La Gran Bretagna risulta essere uno dei Paesi più colpiti da Omicron: come ha detto il ministro della Sanità britannico, Sajid Javid, infatti, circa il 40% dei nuovi contagi registrati a Londra è causato dalla nuova variante. Il ministro si è detto preoccupato dall’aumento esponenziale dei casi, che tendono a raddoppiare nel giro di due-tre giorni. Con questi ritmi la Omicron è destinata a superare in tempi rapidi la Delta, diventando così dominante. 

Non a caso proprio in Inghilterra si trova la maggior parte dei contagiati da Omicron (1.196 i nuovi per un totale di 2.953). Per la prima volta, si segnalano nel Paese anche alcuni ricoveri legati alla nuova e più contagiosa mutazione del virus. La notizia dei primi ricoveri è stata data dal ministro dell’istruzione, Nadhim Zahawi, mentre Susan Hopkins, capo consulente medico dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, fa sapere che gli ospedali stanno “diagnosticando Omicron in un numero crescente di persone che entrano nei pronto soccorso”.

Fra le misure previste dal cosiddetto “piano B” in Uk vi è l’obbligo della mascherina nella maggior parte dei luoghi chiusi, come teatri e cinema, Covid pass per entrare in discoteca e nei luoghi affollati, raccomandazione di tornare al telelavoro. Il passaggio al piano B è “proporzionato e responsabile”, ha affermato il premier Boris Johnson, sottolineando che “dobbiamo essere umili con questo virus”. Dinanzi al rapido aumento dei casi a causa della diffusione della variante, il Regno Unito ha deciso di aumentare il livello di allerta per il Covid da 3 a 4 su una scala di 5. “Le prime prove dimostrano che Omicron si sta diffondendo più velocemente della variante Delta e che la protezione dei vaccini contro l’infezione sintomatica provocata da Omicron si è ridotta. Ricoveri sono già in corso e probabilmente aumenteranno rapidamente”, ha sottolineato il governo. Una situazione che Johnson, parlando alla nazione ieri sera in tv, ha appunto definito “una nuova emergenza. La nostra esperienza ci fa capire che sta arrivando un’ondata di marea con Omicron, non c’è dubbio. Vaccinatevi con la terza dose”. Johnson ha quindi ribadito che per contrastare la nuova, insidiosa variante, c’è solo un’arma: vaccinarsi tutti, subito, anche con la terza dose. E ha annunciato che “il Regno Unito renderà disponibile la terza dose per tutti gli over 18 entro fine dicembre. Non pensate che questa variante non vi possa danneggiare. Fatevi il booster, ora, per proteggere l’Nhs (il sistema sanitario pubblico), la nostra libertà, il nostro modo di vivere”.

Ma Omicron – la cui pericolosità deve essere ancora accertata – preoccupa tutto il mondo, non solo il Regno Unito. Che l’impatto della nuova variante si vedrà soprattutto a gennaio lo pensa anche la Francia. Martin Hirsch, capo di AP-HP di Parigi, il più grande sistema ospedaliero europeo, ha parlato a radio RTL di “sesta ondata” portata da Omicron, che “arriverà più tardi, a gennaio”. Attualmente sono 59 i casi di Omicron accertati in Francia, secondo l’ultimo monitoraggio fatto dallo European Center for Disease Prevention and Control (Ecdc), 56.679 i nuovi casi totali registrati nelle ultime 24 ore.

La Francia la scorsa settimana ha registrato un picco di 70 mila nuovi casi giornalieri: “una cifra mai vista dall’inizio della pandemia”, ha dichiarato il ministro della salute Olivier Veran. Per contrastare questi numeri in crescita, anche in Francia è stata introdotta una nuova stretta delle misure anti contagio.Il primo ministro Jean Castex ha annunciato la chiusura delle discoteche per quattro settimane a partire da venerdì 10 dicembre, e ha anche auspicato un rafforzamento del telelavoro nelle imprese private, da praticarsi due-tre giorni a settimana nel privato e tre giorni nel pubblico. C’è poi l’invito a limitare la convivialità nella vita privata e a rinunciare a festività natalizie, seminari e feste di pensionamento al lavoro. Alle scuole elementari si passa al livello 3 del protocollo, con mascherine anche a ricreazione e misure per evitare affollamenti a mensa.

In Italia, invece,secondo l’Ecdc sono 13 i casi di Omicron accertati, ma il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha parlato di 26 casi. Continua a crescere nel nostro Paese l’incidenza dei casi: 176 per 100mila abitanti, l’Rt è stabile a 1,18 e i tassi di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva sono rispettivamente al 10,6% e all′8,5%, al di sotto, seppur di poco, della soglia critica che invece è superata in almeno tre regioni.

“La variante Delta di Sars-CoV-2 è una certezza da affrontare. Lo avevamo detto ad agosto che avrebbe cambiato le carte in tavola rispetto alla pandemia, e così è stato. La Delta è la certezza contro cui dobbiamo prendere misure di contenimento. La Omicron, invece, è al momento un dubbio, un’incertezza, un pericolo”, è la distinzione che opera Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma. Per Omicron, però, “dobbiamo essere massimamente attenti perché dove è presente si è diffusa ad una velocità spaventosa. Addirittura 4 o 5 volte superiore rispetto alla Delta che già ci aveva impressionato. E se fosse così, sarebbe molto preoccupante”.

In Italia il decreto in vigore dal 6 dicembre al 15 gennaioprevede due Green pass, base e rafforzato. Con il certificato “super” si entra in ristoranti, cinema e teatri. È necessario anche per le discoteche e per le piste da sci. Quello “base” permette di lavorare, salire su bus, treni e aerei e frequentare palestre e piscine.

Ma cosa sappiamo finora su Omicron? Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, citata dalla Reuters, i dati a disposizione non sono ancora sufficienti per trarre conclusioni definitive. L’alta contagiosità, tuttavia, “potrebbe portare a ulteriori picchi con gravi conseguenze”. I dati preliminari provenienti dal Sudafrica suggeriscono che potrebbe essere meno grave della variante Delta – attualmente dominante in tutto il mondo – e tutti i casi segnalati in Europa sono lievi o asintomatici. Ma, sottolinea l’Oms, “anche se la gravità è potenzialmente inferiore a quella della Delta, si prevede che i ricoveri aumenteranno a causa dell’aumento della contagiosità. Un numero maggiore di ricoveri può mettere a dura prova i sistemi sanitari e causare più decessi”. Il Sudafrica ha segnalato l’esistenza di Omicron all’Oms il 24 novembre. Poco dopo, i produttori di vaccini Pfizer/BioNTech hanno affermato che tre dosi dei loro vaccini sono ancora efficaci contro questa variante.

Anche secondo il Professor Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, intervistato la scorsa settimana da HuffPost, è troppo presto per parlare di certezze. Ma qualche conclusione può essere tratta. Per esempio, “nello studio in laboratorio degli scienziati del Sudafrica, descritto in un lavoro in preprint cioè non ancora pubblicato ufficialmente – ha affermato – si è visto che la variante Omicron sa sfuggire al vaccino più delle altre varianti. Con tutti i limiti di un lavoro fatto in vitro, si potrebbe concludere che Omicron è capace di eludere la risposta al vaccino”. Al tempo stesso però, come spiega l’esperto, ci sono dei dati, anche questi non pubblicati, che dicono che se una persona ha avuto la malattia e fa un booster oppure non ha avuto malattia, ma completa ciclo vaccinale con la terza dose, ha una quantità di anticorpi molto alta non solo contro le altre varianti, ma anche contro Omicron. Il vaccino rimane dunque un’arma utile per il contrasto di Omicron.

Quanto e dove si è diffusa di più nel mondo la variante Omicron? Come mostra la mappa aggiornata in tempo reale dei casi di variante Omicron nel mondo secondo l’elaborazione dell’agenzia di stampa Bno News, la variante si sta diffondendo ovunque.

 

Solo in Africa è presente circa il 46% dei casi di variante Omicron rilevati globalmente. In particolare, l’Africa meridionale ha registrato l’aumento più elevato di casi nelle ultime settimane con un incremento del 140%. Come riporta Sky News, a parte la già citata Inghilterra, in Europa sono invece 40 i nuovi casi di Omicron rilevati nell’ultimo aggiornamento dell’Ecdc, per un totale complessivo di 732 casi confermati finora. Oltre ai 27 Paesi dell’Ue, sono inclusi nell’analisi anche Liechtenstein, Norvegia e Islanda che fanno parte dello Spazio economico europeo ma non dell’Ue. Escluso il Regno Unito, i due Paesi scandinavi sono i più colpiti dalla variante Omicron nell’area europea. In Danimarca sono 195 i casi accertati, in Norvegia 109. Seguono la Germania con 77 persone contagiate da Omicron, l’Olanda con 62, la Francia con 59 e il Portogallo con 49. 30 i casi registrati in Belgio, 23 in Svezia, 20 sia in Finlandia che in Islanda. C’è poi la già citata Italia con 26 casi. Sotto i 20 casi di variante Omicron l’Austria (17), l’Estonia (15), la Spagna (14). Meno di 10 casi di variante Omicron si registrano in Irlanda (6), Lettonia (5) e Repubblica Ceca (5). Sotto i 5 casi Croazia, Cipro, Grecia e Romania, tutti a 3. Un contagio da Omicron in Liechtenstein. Quanto e dove si è diffusa di più nel mondo la variante Omicron? Come mostra la mappa aggiornata in tempo reale dei casi di variante Omicron nel mondo secondo l’elaborazione dell’agenzia di stampa Bno News, la variante si sta diffondendo ovunque.

Solo in Africa è presente circa il 46% dei casi di variante Omicron rilevati globalmente. In particolare, l’Africa meridionale ha registrato l’aumento più elevato di casi nelle ultime settimane con un incremento del 140%. Come riporta Sky News, a parte la già citata Inghilterra, in Europa sono invece 40 i nuovi casi di Omicron rilevati nell’ultimo aggiornamento dell’Ecdc, per un totale complessivo di 732 casi confermati finora. Oltre ai 27 Paesi dell’Ue, sono inclusi nell’analisi anche Liechtenstein, Norvegia e Islanda che fanno parte dello Spazio economico europeo ma non dell’Ue. Escluso il Regno Unito, i due Paesi scandinavi sono i più colpiti dalla variante Omicron nell’area europea. In Danimarca sono 195 i casi accertati, in Norvegia 109. Seguono la Germania con 77 persone contagiate da Omicron, l’Olanda con 62, la Francia con 59 e il Portogallo con 49. 30 i casi registrati in Belgio, 23 in Svezia, 20 sia in Finlandia che in Islanda. C’è poi la già citata Italia con 26 casi. Sotto i 20 casi di variante Omicron l’Austria (17), l’Estonia (15), la Spagna (14). Meno di 10 casi di variante Omicron si registrano in Irlanda (6), Lettonia (5) e Repubblica Ceca (5). Sotto i 5 casi Croazia, Cipro, Grecia e Romania, tutti a 3. Un contagio da Omicron in Liechtenstein.