La Farnesina si dota di una nuova Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale, che nasce con l’obiettivo di rendere il cosiddetto ‘potere morbido’ italiano uno strumento sempre più efficace di influenza e di costruzione di un consenso globale sui temi che il nostro Paese considera prioritari. Con i suoi pilastri – comunicazione, diplomazia culturale, programmazione strategica e presenza italiana nelle Organizzazioni internazionali – la nuova Direzione generale consoliderà un dialogo costante con i media, i centri di ricerca e le organizzazioni internazionali, al fine di promuovere l’Italia attraverso una narrazione moderna, coerente con il nostro ruolo nel mondo e integrato con le forze produttive e culturali del Paese.

A “Voci dalla Farnesina”,  il podcast realizzato dalla Farnesina in collaborazione con l’Ansa, Con Marina Perna (Ansa) ne ha parlato l’Ambasciatore Pasquale Terracciano, il capo della nuova struttura. Terracciano ha spiegato come il cosiddetto Soft Power italiano (potere morbido) debba essere usato in maniera sempre più efficace per costruire consenso internazionale su temi prioritari come persone, pianeta e prosperità. “La nuova Direzione generale metterà a sistema delle esperienze già maturate negli anni con uno spirito d’iniziativa nuovo, coinvolgendo la società in un approccio di rete”, ha commentato Terracciano che tra gli elementi di punta dell’Italia ha citato ad esempio la storia, l’arte, il cinema, le tradizioni enogastronomiche. Tuttavia serve una narrazione nuova per raccontare quella che lo stesso Terracciano ha definito come un’antica cultura: “siamo un Paese la cui identità è radicata nella cultura che è anche contemporanea”. Nella nuova Direzione generale confluiranno altre strutture ministeriali che sono solite svolgere funzioni di programmazione, comunicazione e analisi per promuovere la presenza italiana nelle organizzazioni internazionali.

“Vi è sempre più politica estera nella vita dei cittadini e si pensa per esempio ai servizi consolari”, ha spiegato Terracciano evidenziando come le nuove competenze della Farnesina sull’internazionalizzazione delle imprese e le vicende legate alla pandemia abbiano coinvolto maggiormente il Maeci, imponendo alla rete estera di configurarsi come creatrice di contenuti per dare costantemente risposte. “In sintesi vogliamo un canale di comunicazione bidirezionale attraverso piattaforme di incontro con la società civile per instaurare un dialogo costante e per consolidare una coscienza nazionale di politica estera”, ha precisato Terracciano parlando di antidoto per contrastare gli stereotipi contro l’Italia, a volte usati proprio dai concorrenti in ambito internazionale a loro vantaggio. “Analisi e programmazione sarà un altro dei settori che confluiranno nella nuova Direzione generale e qui vogliamo dare priorità alla capacità di poter anticipare scenari futuri. L’idea è quella di aiutare il decisore politico ad agire secondo scelte informate, cogliendo anticipatamente i mutamenti negli scenari internazionali”, ha aggiunto Terracciano puntando ad orientare queste analisi su tematiche di tendenza come l’inclusione e la parità di genere, ma anche gli aspetti demografici e la scolarizzazione.

Terracciano ha parlato di un modello di successo da replicare su nuovi scenari indicando il Rome Med Dialogues che da sette anni è uno dei principali appuntamenti per parlare di questioni legate all’area del Mediterraneo. Terracciano ha poi ricordato l’importanza di avere italiani nei posti chiave delle organizzazioni politiche internazionali: per questa ragione la nuova Direzione generale si doterà di un’unità dedicata a promuovere il settore della presenza italiana all’estero con un accompagnamento nei percorsi di carriera. Dal punto di vista propriamente culturale e di promozione linguistica, Terracciano ha parlato di strategia volta a rafforzare gli Istituti Italiani di Cultura: al momento sono 84 e ne verranno aperti prossimamente altri 6. L’idea è dunque creare un filo conduttore della proposta culturale anno dopo anno, cominciando ad esempio dalla celebrazione del centenario dell’istituzione dei primi IIC all’estero. Sulle scuole italiane all’estero ne è stata ricordata la presenza numerica: 7 statali e circa 40 parificate “da voler unificare in termini di immagine”, ha precisato Terracciano parlando della possibilità di un sito unico. Un’altra idea è creare associazioni di alunni che hanno svolto un percorso formativo italiano. Terracciano ha anche parlato dell’Unesco che il prossimo anno celebrerà i 50 anni dall’istituzione dei siti patrimonio dell’umanità e l’Italia è al primo posto per numero di siti riconosciuti. 

A Pasquale Terracciano, di cui conosciamo bene i meriti acquisiti nella corso della sua brillante carriera, il direttore Mimmo Porpiglia e la redazione de La Gente d’Italia augura buone feste.