Variante Omicron (foto Depositphotos)

In Italia il 3 gennaio scorso la variante Omicron era predominante, con una prevalenza stimata all’81%, con una variabilità regionale tra il 33% e il 100%, mentre la Delta era al 19% del campione esaminato. Sono questi i risultati definitivi dell’indagine rapida condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province Autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/PPAA in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e, se possibile, per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine tutte le Regioni/PPAA e complessivamente 120 laboratori regionali e il Laboratorio di Sanità Militare e sono stati sequenziati 2632 campioni. Intanto secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, intervistato da Radio 24, “come si è visto da un’indagine qui in Lombardia, siamo probabilmente in una fase di plateau. C’è ancora un incremento di contagi giornalieri, ma se andiamo a confrontare il numero di positivi di questa settimana con quelli della scorsa vediamo un saldo negativo. Dobbiamo ancora attendere gli effetti più tardivi, e purtroppo più tristi, dei casi complicati, perché chi si infetta oggi ha la probabilità, per fortuna sempre meno grazie alla variante Omicron, di avere dei problemi nei giorni o nelle settimane successive”. In un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La repubblica’, il fisico Roberto Battiston ha detto che “può sembrare incredibile, ma Rt sta precipitando verso 1 ed il picco di infetti attivi in Italia potrebbe arrivare la settimana prossima”.