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di Franco Esposito

Lite in famiglia. Anzi di più, una baruffa. Pettegolezzi e rancori, non una questione di potere. Una lunga storia di screzi e addii, a casa Amadori. Amadori chi? Il gruppo  industriale fondato dal patrono Flavio nel 1969, operativo in diversi settori, avicolo, ristorazione, catering. Un fatturato di quelli forti, importanti: oltre un milione e 200 mila euro.  Il patrimonio netto è di 916 milioni. E un numero cospicuo di addetti, 8.500, la maggior parte tifosi di Francesca, la figlia licenziata da padre presidente e nipote del fondatore Francesco Amadari. 

La decisione è oggetto di curiosità e sconcerto da parte dei media di tutta Italia. Il litigio ha qualcosa di biblico. Quelli che sanno o pensano di sapere attribuiscono la vera ragione del grave problema familiare alle liti di Francesca col padre e con la compagna del genitore. Questioni di donna, a quanto pare. 

Centrale dalle parti di Cesena, in località San Vittore, il gruppo Amadori ha 16 stabilimenti; 800 gli allevamenti. Molto buona, eccellente, la quota di mercato. 

Ma il momento della società, visto non solo dall’esterno, è di quelli sconcertanti. Nessuno si aspettava che volassero improvvisamente gli stracci in famiglia. Strano che sia successo in un’azienda dove c’è gente che opera ininterrottamente da ventuno anni, alla lavorazione di polli e tacchini presenti poi in tutta Italia. Col marchio Amadori, chiaramente. E lo slogan che ha fatto il giro d’Europa: “Parola di Francesco Amadori”. Il fondatore. 

Momento scatenante della faida industriale il licenziamento di Francesca Amadori, la nipote prediletta del fondatore. Una decisione che ha stupito tutti. Lei buttata fuori da papà Flavio dallo stabilimento di via del Rio. Dove lavorano oltre 3,000 persone. Praticamente davanti la casa del fondatore dell’impero. Francesco Amadori ha compiuto novantanni sabato. Un’amarezza per lui il licenziamento della nipote, responsabile della comunicazione della ditta. La pesante decisione formalizzata martedì da Flavio Amadori, in quei giorni impegnato all’estero. 

Uno strappo, l’ennesimo, sostengono i solitamente bene informati. Un solco che si è ampliato progressivamente all’interno della famiglia. Assente giustificata alla festa di compleanno del nonno fondatore, Francesca è in isolamento per Covid. Nei salotti di Cesena non si fanno troppi misteri sulle cause del terremoto familiare in casa Amadori. “Nel gruppo Amadori le regole sono uguali per tutti. E permettono anche di licenziare la figlia di…”. 

Francesca farà causa. “Mi sono sempre comportata correttamente, il licenziamento è dovuto ad altre logiche”. Dichiarazione criptica, ma un chiaro messaggio con un  preciso destinatario: il papà che l’ha messa fuori dal gruppo.  I dipendenti sono rimasti di sasso. “Forse Francesca ha criticato il padre, e non non gliel’hanno fatta passare liscia”, azzarda un fedelissimo al servizio degli Amadori da un ventennio. Una ipotesi e punto. 

I dipendenti si sono schierati con lei, Francesca era una di loro. “Gli hanno fatto un bel regalo a nonno Francesco per i suoi novant’anni”. Da queste parti, se vogliamo, un po’ tutti sono abituati alle liti in casa Amadori. Le prime risalgono addirittura agli anni Trenta. Quando Ondina e Agostino, con i figli Adelmo, Arnaldo e Francesco, iniziarono a commercializzare pollame. 

Il vero antico screzio in famiglia viene collocato negli anni Ottanta, con la liquidazione di Adelmo. Il fratello Arnaldo sbatte la porta e se ne va in Brasile. Dove muore, stroncato  da infarto nel 2017. Il gruppo oggi è, controllato dalla famiglia grazie a un complicato sistema di società e cooperative. Flavio Amadori presidente, Denis vice; Andrea  e Gianluca, figli di Arnaldo, sono presenti con ruoli e quote minoritarie. Fino a martedì, ovviamente, c’era anche Francesca, indicata come la persona in grado di scalare le gerarchie in società, sostenuta dall’amato nonno. 

Sua madre Maurizia Boschetti, già direttore finanziario del gruppo, ha abbandonato la società dopo la separazione da Flavio Amadori. Gli attriti con la nuova compagna del padre e il difficile, rapporto con zio Denis sarebbero le vere cause dello strappo. Francesca non ha mai lesinato critiche all’operato del padre e dello zio. 

Fan dichiarati di Francesca, i dipendenti auspicano il ritorno alla normalità in tempi brevi. “Padre e figlia devono trovare un punto di equilibrio. Mai dimenticare che questa è un’impresa familiare”. 

Una famiglia che sembra essersi tirata addosso uno tsunami, le cui origini sono ancora da chiarire.