di ROBERTO ZANNI
Le statue di Cristoforo Colombo non hanno mai raggiunto la ‘popolarità’ toccata negli ultimi tempi. Famose per essere state imbrattate, vandalizzate, inscatolate e rimosse, anche di notte così da evitare le proteste di chi invece le vorrebbe ancora al loro posto. Purtroppo negli Stati Uniti, da qualche anno a questa parte e in modo particolare da quando a Washington D.C. si è installata la nuova amministrazione (che ora ha raggiunto anche l’indice più basso di approvazione, un autentico crollo di consensi, sono bastati 12 mesi per far cambiare idea a tantissima gente…) si segue soltanto la prepotenza dei Democratici, leftists e anarchici progressisti. Rappresentanti spesso violenti di un regime che non accetta chi ha idee diverse e che vuole anche bandire i network tv di news che non si allineano al ‘pensiero di stato’. Ma una città simbolo, per il nome porta, Columbus nell’Ohio, potrebbe instaurare una nuova linea. Due anni fa la statua raffigurante Cristoforo Colombo che si trovava nella City Hall fu frettolosamente rimossa in seguito all’ondata di violenza, parole e fatti, che aveva colpito gli Stati Uniti. “Rappresenta patriarcato, oppressione, divisione e per molti non rappresentava la nostra città – così giustificò la rimozione il sindaco Democratico Andrew J. Ginter – non vivremo più nell’ombra del nostro brutto passato”. Ma ora, ecco la grande novità, il monumento potrebbe tornare. Infatti lo ‘statue committee’ creato dalla città e composto da 14 membri ha raccomandato la reinstallazione della statua anche se con diverse condizioni. Ma già il fatto di dire “Ok, Colombo può essere nuovamente esposto al pubblico” rappresenta una grande novità per la ‘nuova’ America che non accetta chi ha idee differenti. Quali sono le condizioni? Posizione adeguata, ma soprattutto l’accompagnamento di nuovi materiali per una spiegazione più ampia del contesto storico. Come? Attraverso un consulente specializzato nella ricerca e nello sviluppo di contenuti narrativi al fine di presentare informazioni che dovrebbero includere diversi aspetti. In primo luogo informazioni sulle comunità indigene, compresa la loro storia e le esperienze con gli esploratori europei, la cancellazione della loro cultura e l’appropriazione delle loro terre. Poi l’altra storia, quella di Cristoforo Colombo, dalle sue pietre miliari nella esplorazione al comportamento violento nei confronti degli indigeni, ma anche quella della statua, dono nel 1955 della città di Genova e l’impegno delle organizzazioni italoamericane. Dettagli sulla immigrazione italiana, la discriminazione culturale, politica, economica e sociale affrontata, ma anche i cambiamento demografici in ambito nazionale e locale che includerebbero la migrazione dal sud degli afroamericani. La storia della città di Columbus, perchè porta il nome del navigatore italiano e ciò che rappresenta oggi. Si tratta in definitiva di uno spiraglio di luce per la comunità italoamericana che anche a Columbus vede Cristoforo Colombo come un simbolo che non deve essere cancellato. “Speriamo che una decisione positiva sia presa entro il prossimo Columbus Day (10 ottobre ndr) – ha sottolineato in una intervista al The Columbus Dispatch Landa Masdea Brunetto il cui padre e il nonno all’epoca fecero colare e raffreddare lo stampo realizzando i bulloni per sollevare la statua – ma non c’è niente di definito, tutto può capitare in qualsiasi momento. Non credo che nessuno di noi possa dire di sentire che la statua tornerà sicuramente”. Si dovrà prima trovare un nuovo luogo per il monumento e quindi attendere il voto del committee: ma già il fatto di vedere il ritorno come una opzione rappresenta un grande passo in avanti.