Green pass (foto depositphotos)

Quella di oggi è una giornata importante, dato che servirà in Italia il green pass base per andare dal parrucchiere e dall’estetista: si ottiene con vaccino, guarigione da Covid o tampone antigenico valido 48 ore o tampone molecolare valido 72 ore. Dal 1° febbraio invece la certificazione verde, base (tampone) o rinforzata (vaccino o guarigione), sarà necessaria anche per entrare in banca, recarsi alla posta o in un altro ufficio pubblico e per fare shopping o acquisti in quasi tutti gli esercizi commerciali. Unica eccezione dovrebbe essere una lista di attività ritenute essenziali come gli alimentari, i supermercati, i mercati rionali, le farmacie, le parafarmacie, gli ottici, i benzinai, i chioschi dei giornali.

Intanto il ministro della Pubblica istruzione Bianchi ha fatto il punto sui contagi e sul lavoro che il ministero sta svolgendo per la scuola in presenza. Alle 12 di oggi il 93,4 per cento delle classi era in presenza, di queste il 13,1 con attività integrata per singoli studenti costretti da positività o quarantena a seguire a distanza. Le classi totalmente a distanza sono il 6,6%. Gli studenti in presenza sono l’88,4%. Per infanzia la percentuale di positivi o in quarantena è del 9%; per la primaria gli alunni positivi o in Dad sono il 10,9% e per la secondaria alunni in Dad o in Ddi sono il 12,5%.

Infine da segnalare il grido d’allarme del presidente nazionale di Confesercenti Immagine e Benessere Sebastiano Liso che è tornato a parlare di situazione molto critica per il suo comparto e a chiedere aiuti concreti allo Stato, perché senza dipendenti e con clientela dimezzata, per paura del contagio, non resta altro da fare che abbassare la saracinesca, agevolando chi lavora in nero: “Siamo quasi in lockdown: un’attività su due lavora al minimo, per carenza di personale e per la riduzione netta della clientela. Lo stesso vale per i centri estetici. Questo, unito ai costi di mantenimento dei dipendenti e delle strutture, sta mettendo in ginocchio il nostro settore che, da inizio pandemia, ha perso oltre il 20% delle imprese”.

“Tra i dipendenti in quarantena, i positivi e chi è in attesa di tampone, molti imprenditori lavorano al lumicino – sottolinea Liso -. Senza contare il fatto che in molti, vista l’enorme mole di positivi e la variante Omicron, estremamente contagiosa, preferiscono non andare dal parrucchiere o dall’estetista. Ma gli affitti non diminuiscono, così come i costi di applicazione dei protocolli di sicurezza e del materiale monouso; per non parlare degli aumenti di elettricità e gas, una situazione davvero insostenibile”.