Il palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica italiana (foto depositphotos)

Dopo il ritiro di Silvio Berlusconi, fino a qualche giorno fa candidato in pectore del centrodestra per la più alta carica dello Stato, è ancora stallo per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. A meno di clamorose sorprese, il primo scrutinio (previsto a partire dalle ore 15 odierne) si terrà senza alcuna intesa tra i partiti e quindi con l’unica certezza che nelle urne finiranno molte schede bianche.

LETTA VEDE SALVINI E PROPONE: “DRAGHI O MATTARELLA BIS”
A smuovere le acque, in questa indecisione, ci ha pensato però il segretario del Pd Enrico Letta che, nell’incontro di oggi con il leader del Carroccio Matteo Salvini si è confrontato sulla nomination dell’attuale premier Mario Draghi, definito dal rappresentante dem “una straordinaria risorsa” per il Paese. Non solo. Per Letta, non sarebbe neanche da escludere l’ipotesi Mattarella bis: “darebbe il massimo” e rappresenterebbe “la soluzione ideale e perfetta”.

MELONI: NO AL MATTARELLA BIS
Dal canto suo, però, il senatore lombardo è apparso inamovibile: se si parla di Draghi, per Salvini toglierlo da Palazzo Chigi potrebbe essere “troppo rischioso” mentre per Giorgia Meloni (Fdi): la soluzione Mattarella bis è improponibile.

IV, M5S e LEU VOTANO IN BIANCO
Tornando alle scelte dei partiti ed alle strategie in campo, guardando a Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, se, su questo versante, c’è una cosa certa è che i 44 Grandi Elettori lasceranno scheda bianca nella prima votazione per l’elezione del successore di Mattarella. Questa almeno è la decisione che hanno preso parlamentari e delegati regionali del partito renziano nel corso di un’assemblea. Insieme a loro, a seguito dell’incontro del centrosinistra, anche M5S e Leu.

RENZI: DRAGHI AL COLLE? SOLO SE C’E’ GOVERNO DEL DOPO
Dal canto suo, Matteo Renzi non ha chiuso tutte le porte all’ipotesi Draghi al Colle. Ma solo “se c’è governo del dopo” è stata la sua presa di posizione.