Il lago di Braies (Depositphotos)

 “Se ne fregano”. Il sindaco di Braies aggiunge: “Dei cartelli, degli avvisi, dei divieti. Non so più cosa fare”. Chi se ne frega? Di cosa? Braies, Dolomiti, uno specchio d’acqua molto bello e molto noto anche per essere l’ambientazione di una serie tv, un lago spesso ricoperto da una pellicola o strato di ghiaccio. La gente arriva lì e vuole, fortemente vuole passeggiare sul ghiaccio. Lo considera un diritto acquisito, una componente irrinunciabile del pacchetto gita al lago, considera chi voglia impedirglielo un ostacolo alla piena riuscita della giornata. Quindi i turisti, quasi tutti parola di sindaco, se ne fregano delle temperature alte, della logica, dei cartelli, dello spessore del ghiaccio, della legge di gravità…Se ne fregano purtroppo anche della loro stessa incolumità. Devono consumare, prendersi la passeggiata sul ghiaccio. E lo fanno.

Pasqua e Pasquetta 14 finiti in acqua – C’è la tragedia di un bimbo di sette mesi finito in ospedale con diagnosi grave, ma il dramma della famiglia milanese è la sequenza peggiore di un film che parla d’altro che di sfortuna. Tra Pasqua e Pasquetta in 14 sono finiti in acqua, in 14! Ghiaccio sottile, turisti avvisati, ma niente: a passeggio sul ghiaccio non per due, tre metri tanto per mettere il piede in posa da selfie, ma per cinquanta, cento metri. A prendersi, a consumare tutta la vacanza. Non “traditi dalla crosta di ghiaccio” come titolano compassionevoli i giornali, ma traditi da se stessi, dall’essere normali cittadini di un paese dove l’avviso “è severamente vietato” è solo un ridicolo addobbo pubblico. Al lago di Braies è finita male ma non per caso maligno.

In ogni luogo e in ogni momento del turismo perduto e ritrovato si sono osservati esempi di gente predona. Prendersi e consumare al massimo possibile le spiagge, i viali, i musei, i bar, i ristoranti, le piazze, le chiese, la campagna, la collina, il fiume e il lago…Prenderlo in nome del prima io o almeno anche io. Prendere, altrimenti la missione possesso con selfie non è compiuta. Così diventa una sorta di dovere passeggiare sul ghiaccio anche se è sottile, anche se ti hanno avvertito. Avvertito? E chi sarà mai quello che avverte? Con quale autorità? Ma figurati se è sottile davvero…Eccesso di incoscienza ed abuso di autostima di solito passeggiano insieme, e non solo sul ghiaccio.

Quel treno Genova-Milano – Ci sono 27 turisti seduti su posti prenotati. Prenotati non da loro. Prenotati da altrettanti disabili con i loro accompagnatori. Quando questi arrivano trovano i loro posti occupati, e fin qui, fin qui è normale Italia. Ma i seduti son gente che si sta prendendo la vacanza, se la son data e nessuno gliela deve toccare. Quindi non si alzano, non lasciano il posto abusivamente occupato. Quello che conta è che se lo sono preso. Neanche la polizia riesce a farli alzare, la gente predona è tosta. I disabili sono costretti a scendere dal treno, troveranno un bus. Forse, anzi senza forse quel treno non lo si doveva far partire fino a che i predoni del posto prenotato non fossero stati costretti a mollare. Mollare cosa? Quello che gli abusivi consideravano e hanno considerato una sorta di legittimo bottino di vacanza: il posto a sedere, parte integrante del loro diritto a godersi appieno la vacanza. La vacanza è mia e la gestisco io come mi pare è il motto e la bussola della brava gente comune che non ha difficoltà a diventare gente predona quando va in vacanza. Si allena al compito a tutte le ore di tutti gli altri giorni.