di ROBERTO ZANNI
Nella lunga e grande storia dell’emigrazione italiana, in ogni angolo del mondo, la donna ha sempre avuto un ruolo fondamentale anche se spesso è stato trascurato, dimenticato, lasciato da parte. Eppure le donne italiane, nei secoli, sono state la spina dorsale dell’emigrazione: sulle loro spalle c’era tutto dal lavoro alla fatica e soprattutto la famiglia. Nei tantissimi Paesi in ogni angolo della Terra, dove si celebrano i discendenti dei primi emigranti italiani, non sarebbe possibile raccontare l’ascesa di una comunità se non ci fosse stato l’apporto fondamentale, ma spesso silenzioso, delle donne italiane. Non capita spesso però di vederle ricordate come meritano. Ma in Canada, a Toronto, l’eccezione, alla Joseph D. Carrier Gallery dove per due mesi si ferma il ‘The Quiet Immigrant Project’ una mostra che dovrebbe essere visitata da tutti almeno una volta, virtualmente o non. Perchè è un omaggio alle “coraggiose donne italiane emigrate in Canada dopo la Seconda Guerra Mondiale, donne che grazie alla loro forza di carattere, senza clamore o lamentele si sono fatte strada nel tessuto della società. Le loro storie di forza, coraggio, determinazione e sacrificio commuoveranno, divertiranno e affascineranno sicuramente… con proposito e grazia onoriamo, rendiamo omaggio e celebriamo questa generazione di ‘viaggiatrici’…”. Ecco il progetto canadese per queste ‘Femmine Forti’ che finalmente hanno la loro ribalta, dopo tanti sacrifici. Una mostra completamente interattiva che, partita il 24 aprile, andrà avanti fino al 26 giugno. È la storia di 22 donne italiane portata da Laura Libralato, Project Curator e Lorena McNamara, Project Coordinator. Madre e figlia che per questo progetto sono state ispirate da Giulia Pancino. “Una donna tosta e tenace” così ricorda la bisnonna Lorena McNamara. “Arrivò in Canada a 29 anni, madre di due figli, nel 1949, lavorava come sarta – continua – ma c’era anche chi lavorava in una azienda che produceva barbecue dove erano quasi tutti uomini che per lo stesso lavoro venivano pagati molto di più”. Ecco le storie, differenti, ma alla fine eguali almeno in un aspetto: le ‘Femmine Forti’ dovevano lottare contro tutto e tutti. Nell’intervista rilasciata a ‘Toronto Star’, Lorena McNamara, 25 anni spiega come ha scoperto un mondo incredibile, di donne della sua stessa età, o anche più giovani, ma che la vita, piena di sacrifici, l’hanno dovuta affrontare con grande forza e coraggio. “Erano giovani, già sposate, con dei figli – ha spiegato – e per me solo immaginare di raccogliere la mia vita e metterla dentro una valigia è surreale”. Eppure Giulia, la bisnonna e le altre ‘colleghe’ di questa avventura fatta solo per chi aveva coraggio, sono riuscite in tutto: a lasciare la propria terra, a ritrovarsi in un Paese straniero a lavorare e far crescere la famiglia. Ecco perchè sono davvero ‘Femmine Forti’ come tutte le altre donne italiane che invece la loro vita di coraggio e sacrificio l’hanno passata nel silenzio, in gran parte dimenticate. Così aprendo la pagina web di thequietimmigrant.ca ci sono i volti, i racconti delle 22 ‘Femmine Forti’, mentre la mostra presenta anche testimonianze d’epoca come documenti, biglietti del treno da Halifax alla Union Station di Toronto, passaporti con le foto con i figli, come era consuetudine allora. Ospitata su due livelli, alla Joseph D. Carrier Gallery del Columbus Centre, al primo piano i contributi di 24 artisti, mentre al secondo foto e biografie, in italiano e inglese, delle protagoniste di questa storia: rappresentano tutte le donne italiane emigrate.