De Laurentiis, presidente del Napoli (Depositphotos)

di Mimmo Carratelli

Spalletti ha spento la delusione-scudetto di Mertens (Milan e Inter non erano più forti di noi) con una ammissione semplice: Milan e Inter sono stati più forti del Napoli sul campo. Nessuno dei due ha precisato che cosa è mancato al Napoli trovandosi a contendere lo scudetto alle due milanesi. L’analisi è semplice sul momento culminante del finale travolgente: società assente, errori individuali dei giocatori, errori di formazioni e di cambi di Spalletti.

Nessun processo, è andata così. Però è necessario fare chiarezza su che cosa è mancato lavando i panni sporchi in famiglia, se ci sono panni sporchi. Il futuro si annuncia complicato, il ciclo dei giocatori di Benitez è definitivamente concluso, c’è da immaginare un nuovo Napoli che parte da una esigenza assoluta: al club mancano 240 milioni, bisogna rientrare, cessioni inevitabili, tetto-ingaggi da abbassare e nessuna spesa folle sul mercato. Ovviamente, Spalletti resta se condivide la politica di austerità della società, altrimenti, ha detto De Laurentiis, qua la mano, ci salutiamo da buoni amici. La conduzione del Napoli non brilla certo di entusiasmo e spinta emotiva, proprio quello che è mancato quando il campionato ha “invitato” il Napoli a partecipare alla corsa-scudetto.

De Laurentiis, che ha risorse limitate e soprattutto vuole evitare un nuovo fallimento del club, va convinto per la sua strada con tutti e due gli occhi fissi sul bilancio, non si deve sgarrare anche a costo di deludere quelli che aspettano un Napoli altamente competitivo. In ogni caso, il Napoli è per la diciottesima volta in Europa (8 Champions, 10 Europa League).

Questo è il fiore all’occhiello della gestione De Laurentiis anche se la squadra non ha mai superato gli ottavi in Champions, mentre in Europa League ha centrato una semifinale e un quarto di finale. Comunque, zero tituli. Quanto si può fare meglio in futuro è una grossa incognita. Sembra irripetibile il massiccio arrivo di ottimi giocatori come accadde con Benitez. Quali saranno i giocatori di riferimento attorno ai quali costruire il nuovo Napoli? C’è un bel lavoro da fare e una magnifica sfida da sostenere puntando al più concreto obiettivo della società: la qualificazione Champions. L’anno prossimo, la lotta per i primi quatto posti sarà più affollata.