Roberto Menia

Caro Direttore,

non so se testimoniarti più solidarietà pubblica o pubblico disgusto. Ad un certo punto alzi bandiera bianca e dici “basta”!
E ti capisco. Quando il livello di sopportazione è saturo e ti tolgono l’ossigeno per respirare è inevitabile.

Se sparisce una voce importante, che parla italiano, che scrive in italiano, che si stampa per davvero e si legge per davvero, dovremmo tutti preoccuparci: quelli che stanno lontano come me, quelli che vivono lì dove scrivete e pubblicate voi.

L’ossigeno, cioè il patrimonio di informazione, lingua, cultura mancherà soprattutto a quest’ultimi e se ne renderanno conto.

Spesso non mi ritrovavo d’accordo con articoli e analisi del tuo giornale: ma è inevitabile, io sono un uomo di parte, la mia parte, e non è obbligatorio avere tutti il medesimo pensiero. So solo che hai sempre dato spazio alle mie di analisi o opinioni, ti piacessero o meno. Come a tantissimi altri.

Chi ha la facoltà di dare o revocare i contributi all’editoria italiana a questo dovrebbe pensare: il tuo è un giornale che – a prescindere dalle opinioni che esprime – è o non è un patrimonio per l’editoria italiana nel mondo? Accresce la cultura e la conoscenza degli Italiani e della lingua di Dante nell’Uruguay e non solo o è irrilevante? Si scrive e si stampa per davvero o è un banale blog mal fatto e magari solo su internet?

Per tutte queste domande non ho dubbi che valga la prima risposta. Il criterio non può essere quello della linea editoriale che piace o meno alla struttura diplomatica o al Comites, dove magari vota per toglierti l’ossigeno gente che parla stentatamente italiano.
Parliamoci chiaro. Esistono casi di giornaletti ben pagati in paesi esotici che non rispondono certo ai criteri sopra enunciati eppure … tutto va ben, madama la marchesa.

Non deve finire così.
Io sto con te e sto con voi.
Sto con Gente d’Italia e con gli spiriti liberi.

Roberto Menia
Responsabile Fratelli d’Italia nel mondo