Mario Draghi (foto depositphotos)

Fisco e concorrenza: questi i nodi che il premier Mario Draghi è chiamato a sciogliere, per rimettere pace in una maggioranza, la sua, mai così nervosa come in questa fase. Domani l’ex “numero uno” della Bce incontrerà i rappresentanti dei principali partiti che sostengono il governo per smussare gli angoli sul Csm. E’ qui, infatti, che si sta giocando la partita più delicata all’indomani dello sciopero annunciato dalle toghe contro la riforma della giustizia prevista nel dl Cartabia. Ma a tenere banco sono anche alcune strutturali debolezze italiane che, come scrive “Il Fatto Quotidiano“, restano impantanate in Parlamento. Si tratta di delega fiscale e disegno di legge sulla concorrenza, entrambe previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ed entrambe approvate dal consiglio dei ministri (la prima senza il voto della Lega) ormai lo scorso mese di autunno. L’iter parlamentare è stato talmente accidentato da costringere il premier a più di una marcia indietro. Il punto è che, nonostante i compromessi per tenere insieme la litigiosa maggioranza, la quadratura pare lontana. Per il varo del ddl concorrenza in Senato si parla ormai di luglio. E sul fisco forse servirà l’ennesimo vertice tra i leader. Uno di questi, Matteo Salvini (Lega), è stato il primo che Mario Draghi ha incontrato, oggi.