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Gio 07 Luglio 2022
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Pepe Mujica e dintorni: il Sudamerica ci insegna, che al sovranismo può esserci un’alternativa, da sinistra

URUGUAY, NELL'ULTIMA TAPPA DELLA MISSIONE PD IN AMERICA LATINA SI PARLA ANCHE DI COME COMITES E AMBASCIATORE IANNUZZI STANNO FACENDO CHIUDERE GENTE D'ITALIA.....

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Ultima tappa della missione del Partito Democratico in America Latina, con il vicesegretario Provenzano, il Senatore Fabio Porta ed Eugenio Marino. Dal Cile siamo volati in Uruguay, a Montevideo. Pepe Mujica ci ha invitato nella sua fattoria per un ottimo asado. A 86 anni il Presidente Mujica resta un punto di riferimento per i progressisti. Dopo una vita come agricoltore, guerrigliero e politico, rispetta la sua reputazione di uomo sobrio e morigerato: vive alla periferia di Montevideo, si presenta guidando da solo una piccola Apecar e alla fine del pranzo se ne va così. In Argentina alcuni dirigenti di partito avevano sintetizzato così la sua figura “sembra onesto, ed è onesto”. Rimane lucidissimo e determinato, abbiamo parlato con lui per più di due ore, della guerra in Ucraina, delle sue conseguenze e della necessità di un’Unione Europea forte e indipendente che possa recuperare una forte relazione con l’America Latina, per superare la contrapposizione tra blocchi ed evitare una nuova guerra fredda. Ci ha confidato di avere origini italiane, liguri da parte dei nonni, e che se dovesse essere mandato in esilio, vorrebbe rifugiarsi in Italia.

In città siamo stati in visita a Gente d’Italia, visitando la redazione di questo importante quotidiano con sede a Montevideo che raccoglie le voci e si rivolge agli italiani nel mondo, una realtà quasi unica ed un punto di riferimento per gli italiani all’estero, che ogni giorno viene pubblicato in Sudamerica e negli Stati Uniti, vendendo decine di migliaia di copie. Questo giornale, esperienza quasi unica di quotidiano in lingua italiana scritto e pubblicato all’estero, dopo 24 anni di attività è minacciato da giochi di potere che vorrebbero privarlo dei finanziamenti necessari ad andare avanti. Parlando con il direttore Domenico Porpiglia, ci ha spiegato che il Comitato degli italiani all’estero (Comites) ha dato un parere negativo, sull’erogazione del finanziamento a Gente d’Italia, motivandolo però non con un parere tecnico sulla diffusione del quotidiano o la sua rappresentatività nella comunità italiana all’estero, come prevederebbe la procedura, ma motivando il parere con rilievi sulla linea editoriale e l’orientamento del giornale. “La linea editoriale di Gente d’Italia non fornisce informazione adeguata per la collettività; in molti casi disinforma od informa parzialmente o minimamente. Molti degli articoli pubblicati generano falsi rumori e creano situazioni distorte“. Cosi recitano le prime righe del parere, che più volte contesta la linea editoriale del giornale, un avvenimento insolito, reso ancora più bizzarro dal fatto che l’Ambasciatore italiano, nel trasmettere il parere a Roma, invece di correggerlo e riportarlo sul piano tecnico come sua prerogativa, ha deciso di trasmetterlo integralmente e anzi rafforzarlo nelle sue note. Secondo il direttore Porpiglia questa è una ritorsione per alcune divergenze politiche rispetto alla linea tenuta dal suo giornale, ed è un attacco alla libertà di stampa. Non è chiaro come finirà la vicenda, sicuramente la possibilità che il più diffuso quotidiano italiano pubblicato all’estero chiuda ha destato scalpore: sul merito della vicenda sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari e sia il Partito Democratico che Fratelli d’Italia hanno espresso solidarietà al giornale.

Prima di ripartire, accompagnati da esponenti del Partito Democratico attivi in Uruguay abbiamo incontrato la dirigenza del Frente Amplio, la principale coalizione progressista del paese, che aveva eletto Mujica Presidente nel 2009. Dopo aver perso di pochissimi voti le elezioni del 2019 contro la destra, oggi sono in vantaggio nei sondaggi e si preparano a tornare al governo. Vorrebbero stringere un rapporto più vicino con la politica italiana che per loro resta un punto di riferimento (il 40% degli uruguaiani discende da origini italiane).

Torniamo così in Italia, con la consapevolezza che è necessario investire, come Italia e come Unione Europea, nelle relazioni con il Sudamerica, un continente storicamente e culturalmente a noi affino, ma troppo spesso trascurato. I progressisti ci chiedono di aumentare i legami tra i nostri continenti, e prestare attenzione ai processi in corso in America Latina: il Sudamerica ci insegna, con le esperienze di Boric e oggi con il ritorno di Lula, che al sovranismo può esserci un’alternativa, da sinistra.

Questa attenzione è particolarmente necessaria per il nostro paese, così importante nella storia dell’America Latina, in cui ancora vivono milioni di nostri connazionali, che chiedono il giusto riconoscimento