di ROBERTO ZANNI
Delle organizzazioni mafiose se ne parla tutti i giorni: dei loro traffici illeciti, delle loro spietate esecuzioni. Proprio in questo periodo si ricordano i trent’anni passati dagli efferati omicidi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: 23 maggio e 19 luglio 1992, la strage di Capaci seguita da quella di via Amelio. Due ferite che mai si potranno rimarginare e che gli italiani non potranno mai dimenticare. Ma non solo gli italiani.
Perchè la criminalità organizzata, purtroppo, non ha confini, per questo la si deve tener presente sempre, senza mai nasconderla. Ma non solo per raccontare brutali fatti di cronaca, ma anche per far capire che il male si può combattere. E non c’è luogo più adatto che una scuola, un’aula e i suoi studenti. Ecco allora che per un giorno, la mafia e in particolare la ‘Ndrangheta sono state illustrate in un istituto scolastico, ma non in Italia, bensì in Argentina, a Buenos Aires.
Sede di questa lezione di vita molto particolare e davvero necessaria il liceo italiano ‘Cristoforo Colombo’ che ha ospitato un dibattito sul tema ‘Le loro idee, le nostre gambe’, la lotta al crimine organizzato nel mondo a 30 anni dalle stragi che costarono la vita ai magistrati Falcone e Borsellino. Una giornata introdotta dalla professoressa Francesca Capelli proseguita dal capitano Marco Di Maggio, responsabile della sicurezza all’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, che ha potuto così raccontare alla particolare e attenta platea le dimensioni delle grandi organizzazioni criminali, a livello planetario, come ormai è la ‘Ndrangheta.
Secondo quanto spiegato dal capitano Di Maggio l’organizzazione criminale nata in Calabria oggi ha oltre 60.000 affiliati, 400 cellule operative sparse in più di 30 Paesi in tutto il mondo dove controlla il 40% del traffico globale di cocaina con un volume d’affari astronomico che supera i 25 miliardi di dollari annui. “Un esempio dei volumi di droga che muove la ‘Ndrangheta – ha sottolineato il capitano – lo danno i 14.200 chili di cocaina che sono stati sequestrati nel porto di Gioia Tauro. E le azioni di contrasto di tutte le organizzazioni mafiose è a tutto campo e non riguarda solo i Paesi produttori o quelli di arrivo, ma anche quelli di transito come l’Argentina e l’Uruguay”.
A riprova due arresti  storici: il primo nel 1990 in Argentina di Gaetano Fidanzati, il secondo in Uruguay nel 2017, a Montevideo con Rocco Morabito, poi fuggito e quindi successivamente catturato nuovamente in Brasile nel 2021. La giornata/dibattito ha poi visto protagonista anche il professor Giampiero Finocchiaro, direttore dell’ufficio scolastico del Consolato Generale di Buenos Aires, che ha portato una personale testimonianza con un video da lui stesso girato per le strade di Palermo per sottolineare, oltre alla necessità continua di una presa di coscienza, anche l’impegno individuale che non si ferma contro la criminalità organizzata.