Aosta (Depositphotos)

di Franco Esposito

Piacenza, Aosta, Cagliari. Le tre province al top in Italia, per qualità della vita e per generazioni: bambini, giovani e anziani. Recente, freschissima, l’indagine è  stata presentata in anteprima al Festival dell’Econonia di Trento. La seconda edizione dei tre indici, calcolati ciascuno su parametri statistici foniti da Ista, Miur, Centro Studi Tagliacarte, Iqvia, e con risultati resi pubblici per la prima volta a giugno 2021. Una tappa storica nell’indagine di fine anno. Il Sole 24 ga provveduti ad aggiornare i risultati con l’intento di raccontare come è cambiata la mappa del  benessere “in base alle risposte dei territori alle esigenze specifiche di tre target generazionali”. 

Mentre ai vertici delle classifiche si registra il dominio del Centro-Nord, sembra che il Sud non riesca e tenere il passo. Quello delle esigenze delle famiglie, soprattutto dei bambini. Nonostante si dimostri in maniera lampante il più prolifico e il più giovane in base ad alcuni indicatori demografici. Quali il tasso di fecondità o l’indice di dipendenza degli anziani. 

L’indagine ha confermato in partenza trentuno indicatori su trentasei tra quelli selezionati nel 2021 per documentare servizi e condizioni di vita. Permane negativa, in ogni caso, la valutazione dellq qualità della vita relativa alle aree metropolitane. Le grandi città sono concentrate nella seconda metà della classifica legata al benessere dei bambini. Milano, ad esempio, è al sessantesimo posto; Roma all’83°. Inoltre Milano 95° e Roma 105° sono tra i territori in cui i giovani vivono peggio. Insieme con altre province identificate cone “universitarie”. Padova 56°, Perugia 65°, Pavia 71°, Pisa 86°, Venezia 102° 

Come new entry sono al debutto la percentuale di edifici scolastici con mensa. Tra i dodici parametri che compongono la classifica dei bambini, le imprese che fanno e-commerce tra quelli per i giovani. E anche la presenza di medici specialisti, la dipendenza rispetto alla popolazione in età attiva e i farmaci antidepressivi tra quelli per gli anziani. Ad ogni parametro è stato assegnato un punteggio pr ogni singola provincia, da 100 a 0. La classifica finale è il risultato della media dei punteggi conseguiti. 

L’indagine conferma, col suo quadro generale, i divari territoriali su base generazionale. Ciascuna delle tre province emergenti sulle altre è leader per qualità della vita offerta ad alcune fasce di popolazione. 

Piacenza è in testa per giovani, laddove scende al 42° posto per gli anziani e al 7%° per i bambini. Aosta è prima per i bambini, sesta per gli anziani e giù per gli anziani, al 37° posto. Cagliari si appropria del primo posto per il benessere degli anziani. Perde però posizioni negli altri due indici: 21° posto in quello dei bambini, 80° per i giovani. 

Trento è l’unica provincia a conquistare un posto in tutte le top ten. Seguita da Parma, sempre presente tra le prime quindici. La qualità della vita dei bambini premia la Toscana con Arezzo, Siena e Firenze al secondo, terzo e quarto posto, In un nomento per così dire storico in cui l’allarme natalità risulta essere una delle priorità anche della politica, il Pnrr ha messo al centro donne e giovani. 

La pandemia ha colpito ovviamente innanzitutto gli anziani. Diventano di conseguenza di lampante evidenza i servizi territoriali a supporto dei nuclei familiari. Come tali, possono fare la differenza nel livello di benessere in funzione locale e del futuro del Paese. In questo contesto si distinguono due aree dell’Italia: la qualità della vita dei bambini che riconosce meriti dell’Emilia Romagna, non solo della Toscana. Anzi questa regione è in testa a tutti, avendo già manifestato nel 2021 la propria leadership. Il podio risulta requisito da Piacenza, Ferrara, Ravenna. Mentre Forlì, Cesena e Modena occupano l’ottava r la decima posizione. 

Atteso che alcune province sarde sono tra le più longeve del Paese, per i giovani si distinguono indicatori come matrimoni, età media al parto del primo figlio. La piccola Valle d’Aosta è il territorio d’Italia più a misura di bambino. Napoli, ultima anche nella classifica generale, è la maglia nera. Ultima con un  triste 5,2 per cento. Mentre l’area montana Nord-Est si impone per le scuole accessibili senza barriere. Il Sud Sardegna prevale per estensione dei giardini scolastici e minore nunero di studenti per classe. Le aule più popolate sono nel Settentrione, che possiede un superiore potere attrattivo. 

La presenza del maggior numero di pediatri è a Cagliari, 4,57 professionisti attivi ogni mille residenti 0-14 anni.  E la Sardegna piazze le sue cinque province nelle ultime sei quanto a tasso di fecondità. Dove si impone Bolzano con una media di 1,71 figli per donna. 

A Siena si registrano denunce di delitti a danni di monori. Gorizia (314,7 metri quadrati per bambino 0-14 anni) è prima per verde attrezzato. Trieste (59,27 per 100 bambini di 0-2 anni) in testa per i posti assegnati negli asili nido. Prato (69,94) per la percentuale di scuole con la palestra. Quarta nella graduatoria generale, Firenze si distingue tra le grandi province grazie a quattro indicatori che la tengono permanentemente nelle prime dieci.