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Dopo la rottura Luigi Di Maio-M5s, oltre 60 parlamentari hanno lasciato il partito fondato da Grillo e si sono iscritti al nuovo gruppo il cui nome è “Insieme per il futuro“. Si tratta di una delle più grandi scissioni della storia della Repubblica italiana, fanno notare a Palazzo Chigi.

“È stata l’accelerazione di un processo iniziato mesi fa, da quando la linea del M5s sul Quirinale ha cominciato a creare disagi a molti”, spiega uno degli undici senatori pronti a dimettersi dal M5s, chiarendo che c’è stata la svolta in un momento delicato per la risoluzione sull’Ucraina “proprio per chiarire che era grave discordare con il governo sulla politica estera”.

Altro obiettivo, si ragiona fra i parlamentari vicini a Di Maio, era evitare che la mossa fosse letta come pretestuosa se ravvicinata nei tempi ad altre decisioni che attendono il M5s, come quella sul doppio mandato.

Su 227 parlamentari 5s (155 alla Camera e 72 al Senato), oltre un quarto sono pronti quindi a mettersi alle spalle il Movimento, considerando anche il senatore Emiliano Fenu, che avrebbe deciso di lasciare il suo gruppo ma non per seguire Di Maio.

Fra i quarantanove deputati che hanno finora sottoscritto per la creazione di un nuovo gruppo (un cinquantesimo ha dato la parola, ma deve ancora firmare), ci sono una viceministra all’Economia (Laura Castelli), quattro sottosegretari (Pierpaolo Sileri, Dalila Nesci, Manlio Di Stefano e Anna Macina) e quattro presidenti di commissione.

E poi altri pezzi importanti per la storia del Movimento come l’ex ministro Vincenzo Spadafora, Carla Ruocco che fu tra i membri del direttorio ai tempi di Gianroberto Casaleggio, ex sottosegretari come Gianluca Vacca e Simone Valente.

Si assottiglia notevolmente il gruppo dei 5 Stelle. Nel 2018 era arrivato forte di numeri consistenti con 339 eletti. Ora sono rimasti in 165.

Fra i senatori ci sono Primo Di Nicola, Vincenzo Presutto, Trentacoste, Campagna, Donno, Vaccaro e Simona Nocerino.