Ischia (Depositphotos)

Franco Esposito

Il problema è comune. Angustia l’Italia intera e più precisamente un vasto settore lavorativo del Paese. Quello di hotel e ristoranti, disturbati non solo dalla siccità incipiente e minacciosa. Mancano i camerieri e, per dirne una, a Ischia gli alberghi chiudono le cucine. In molti hotel non si mangia più. 

Mentre le compagnie aeree, per dirne un’altra, senza personale tagliano i voli. Dopo settimane di continue cancellazioni, Easyjet ha annunciato la riduzione della propria offerta estiva, portando la sua capacità da 160 mila voli a 144mila. Anche Lufthansa ha annunciato che cancellerà circa 900 voli nei week end di luglio.  Dall’aeroporto di Londra Gatwick, i prossimi mesi,  partiranno 825 aerei al giorno contro i 900 degli anni pre Covid. 

A Ischia reggono ancora gli alberghi a cinque stelle e gli extralusso. In ragione dei contratti di lavoro stabili e del  personale fidelizzato. In gravi difficoltà le strutture medio-piccole, vero e proprio cuore del turismo non solo isolano. In quasi tutti gli alberghi è stata ridotta la quantità e la qualità dei servizi. Mentre bar e ristoranti già nel pieno della stagione sono costretti a mantenere ancora le giornate di chiusura settimanale per evitare che il personale si sfianchi.  “Manca quasi metà del personale”, denunciano gli imprenditori proprietari di alberghi.

A Ischia cresce di giorno in giorno il numero degli hotel che chiudono definitivamente le cucine, sulla scorta della decisione assunta da Villa Carolina, Punta Imperatore, Bagattella; altri riducono i servizi di lavanderia, niente pulizia della camera due volte al giorno. 

Laddove hotel, ristoranti e lidi sono strapieni. Numeri che saranno replicati tranquillamente per tutta l’estate. Ma gli operatori del turismo non dormono sonni tranquilli. Sono agitati a causa dell’incubo rappresentato dalla carenza di personale e dal crollo delle risposte alle offerte di lavoro,  atteso e auspicato dopo gli anni della pandemia, l’eccezionale flusso di vacanzieri, si sta riversando su Ischia che fa una fatica enorme a gestirne le ondate. Alberghi e ristoranti sono penalizzati da un meno trenta per cento di addetti, camerieri e quant’altro. Nell’ambito del personale di sala si registra una riduzione di personale che supera il quaranta per cento nei ristoranti e nei bar. Le conseguenze della grave emergenza sono visibili a occhio nudo. 

L’emergenza fa sentire i suoi letali effetti in tutta Italia. Secondo molti osservatori sarebbe legata alla preferenza dei lavoratori precari per il Reddito di cittadinanza, particolarmente incisiva nelle località votate al turismo. Ecco un’altra strepitosa impresa e sotto forma di ennesimo insuccesso per quelli che il Reddito di cittadinanza lo hanno voluto e imposto. I Cinque stelle soprattutto. 

Introdotta per la prima volta la “prenotazione lunga“. In questo periodo le camere vengono affittate per non meno i quattro notti ad agosto, per minimo una settimana. 

Quali i rimedi possibili per arginare il  grave problema? Confesercenti annuncia il ricorso ad “un’agenzia interinale in grado di fornire personale a rotazione alle piccole e medie imprese di turismo”. E c’è pure chi è tornato a reclutare lavoratori sulla terraferma, offrendo vitto e alloggio oltre allo stipendio. 

Qualcuno, poi, ha pensato di risolvere il problema affidandosi ai buoni uffici di un prete. “L’amico sacerdote mi ha risolto il problema”, rivela il manager di Sud Italia Travel, Saverio Presutti. “Ho telefonato a un sacerdote, il quale tramite gli ambienti ecclesiastici  ha reclutato alcuni ragazzi e ragazze che adesso lavorano   al desk dell’agenzia, o come guide per gestire l’accoglienza dei turisti e i servizi connessi, L’amico prete ha fatto davvero il suo piccolo miracolo”.  

Gli annunci di lavoro, di norma,  non ricevono risposta, incontrano il vuoto. Riguardano soprattutto le qualifiche medio basse: camerieri di sala e ai piani, aiuti chef, lavapiatti, facchini, massaggiatori delle terme, bagnini sui lidi, banconisti nei bar. Annunci inascoltati, col risultato di assistere a lunghe attese ai tavolini per il caffè o l’aperitivo, malumori tra i clienti e caos biblici. 

In tutta Italia gli imprenditori del turismo si scagliano contro il reddito di cittadinanza; qualcuno contro la drastica riduzione dell’assegno di disoccupazione erogato ai lavoratori del terziario. Di fatto dimezzato, spingerebbe molti a cercare lavoro in altri settori, quello dell’edilizia soprattutto. “La situazione è catastrofica per bar e ristoranti, e non solo a Ischia”, osserva la Confesercenti provinciale. Un vertice sul tema è in programma nel fine settimana a Napoli. 

L’imperativo gira attorno alla ricerca di personale sulla terraferma. Un’impresa vera e propria. Le risposte non arrivano e gli alberghi e i ristoranti di Ischia sono sempre più in difficoltà. Si cerca di ovviare con l’assunzione di giovani senza esperienza, però con voglia di lavorare, Gestori di bar i ristoranti ischitani puntano il dito  costantemente  contro il reddito di cittadinanza. “Un’autentica calamità. I percettori di reddito di cittadinanza non accettano di lavorare per soli quattro mesi, con il risultato alla fine senza Reddito e senza assegno di disoccupazione”. 

Capito in quale pozzo nero si ritrova l’Italia del lavoro? Meditiamo gente, meditiamo.