di SANDRA ECHENIQUE
Chi non conosce Estée Lauder? È uno dei più grandi gruppi al mondo del settore cosmetici, profumi, prodotti per la cura della pelle e tanto altro ancora. Tutti sanno chi è, hanno visto, se non provato, un suo prodotto almeno una volta, ma sicuramente sono molto meno coloro i quali sono al corrente della storia che risale al 1946. È stata fondata a New York, dove ha ancora il suo headquarter, da Joseph ed Estée Lauder la quale è stata anche l’unica appartenente al sesso femminile ad essere comparsa nella lista, stilata da Time nel 1998, delle 20 donne più influenti nell’economia del XX secolo.
Protagonista di una storia per certi versi incredibile, fu una pioniera del settore creando un gruppo che oggi ha quasi 30.000 dipendenti, fatturato da 7 miliardi di dollari e un brand che è sinonimo di prodotti di bellezza. Estée Lauder è morta nel 2004, aveva 96 anni ed è stata insignita anche di due altissime onorificenze, la prima in Francia, Cavaliere dell’Ordine della Legion d’onore (1976) e l’altra postuma negli Stati Uniti, dove era nata (nel Queens l’1 luglio 1908), la Medal of Freedom (il 23 giugno 2004, due mesi dopo la scomparsa avvenuta a Manhattan il 24 aprile dello stesso anno).
E se questo è soprattutto il passato di Estée Lauder, il presente continua a parlare di un gruppo di dimensioni enormi, ma con una particolarità: il suo CEO è italiano, napoletano per la precisione: Fabrizio Freda, nato nella città partenopea il 31 agosto 1957 e alla guida del gruppo americano dall’1 luglio 2009 per prendere il posto di William P. Lauder, oggi executive chairman, nipote di Estée e Joseph Lauder.
Freda prima di sbarcare alla EL, aveva occupato la poltrona di presidente di un altro colosso, la Procter & Gamble, per quello che riguardava la Global Snacks Division. Freda, dopo aver riportato ai vertici il gruppo facendo schizzare la capitalizzazione da 6,4 miliardi di dollari agli attuali 90 e più con vendite raddoppiate e una crescita dell’occupazione che ha toccato il +55%, in questi giorni è tornato a far parlare di sè. Ma per un motivo chiamiamolo così personale.
Infatti sono usciti i risultati di una ricerca condotta da Policy Studies riferita agli amministratori delegati delle grandi aziende degli Stati Uniti. E se i CEO nel 2021 hanno incassato mediamente oltre 670 volte lo stipendio di un dipendente del loro gruppo (e questa non è una sorpresa) nello stesso anno hanno anche visto crescere i loro compensi di 2,5 milioni di dollari l’anno, circa 210.000 al mese. tenendo presente le difficoltà del post pandemia, in particolare anche per quello che riguarda il mercato del lavoro. Ma se c’è crisi, questa non tocca certo i CEO e qui arriviamo finalmente anche a Fabrizio Freda. Il CEO italiano infatti nella graduatoria dei più pagati è addirittura secondo negli Stati Uniti alle spalle soltanto di Andy Jassy che occupa la stessa posizione ad Amazon per l’iperbolica cifra di 212,7 milioni di dollari l’anno. Ma Freda? Non si può certo lamentare perchè ha chiuso il 2021 con 66 milioni di dollari e un incremento del 258% rispetto a dodici mesi prima. Insomma 5,5 milioni al mese, quasi 184.000 dollari al giorno. Per la cronaca Freda ha superato di qualche spicciolo (per lui) Jay Snowden, CEO di Penn National Gaming (gestore di casinò e ippodromi con sede a Wyomissing in Pennsylvania, gestisce 44 strutture) che ha chiuso l’anno scorso intascando 65,9 milioni di dollari.