di ROBERTO ZANNI
Nome e cognome italiani, ma nato negli Stati Uniti. Per trovare le radici italiche di Paolo Banchero si deve andare ai bisnonni liguri. Una strada anche lunga per un diciannovenne che diventerà una superstar del basket, che guadagnerà quello che una persona normale non si può sognare nemmeno se vivesse tre, quattro volte. Solo per i primi quattro anni potrebbe arrivare infatti a sfiorare i 50 milioni di dollari, per l’esattezza 49,4. E questo è l’inizio.
Un avvio coi fuochi d’artificio perchè l’altra sera Banchero è stato chiamato dagli Orlando Magic col numero 1 puntandogli addosso tutti i riflettori non solo della NBA, dei tifosi, ma anche degli sponsor: Banchero è un gioiello senza limiti, che può diventare una macchina da canestri, ma soprattutto da soldi. Negli Stati Uniti, da quando ha cominciato a segnare per Duke nella NCAA, è diventato subito famoso: può essere un nuovo LeBron James o Kobe Bryant e solo per quello che riguarda la notorietà e il conto in banca.
Ma Banchero è molto di più. Bisogna andare indietro un paio di anni quando all’inizio della sua scalata verso la notorietà dichiarò che – pur essendo nato negli Stati Uniti a Seattle e dopo aver preso il passaporto italiano – avrebbe giocato nella nazionale italiana. Una scelta da restare a bocca aperta visto quello che il team USA avrebbe potuto offrirgli: vittorie in ogni competizione. Invece no, ha preferito la maglia azzurra. Perchè? Spinto dagli avi, dalla famiglia, dalla cultura? No, soprattutto spinto da se stesso.
“Ho scelto l’Italia perchè voglio essere diverso dagli altri – disse al momento dell’annuncio – perchè quando mi è arrivata la richiesta non potevo dire mica di no”. Certo che avrebbe potuto, ma la verità è che non ha voluto. “La mia famiglia – ha raccontato – si sente italiana, mio padre, i suoi fratelli e tutti i parenti hanno avuto sempre molto a cuore il loro patrimonio”. Culturale soprattutto anche se Paolo non spiccica una parola in italiano, ma non importa se vuole avrà il tempo e tutte le opportunità per fare una sorpresa a tutti, la sua famiglia per primo.
“La mia scelta – ha aggiunto – per la mia famiglia è motivo d’orgoglio”. Il ragazzo però sa bene che la decisione, a differenza di quello che si potrebbe pensare, potrebbe rivelarsi assolutamente vincente per il suo portafoglio. “Certo – ecco la mentalità americana – anche per l’immagine e il marketing è una scelta importante”. Annuncio con annessa motivazione risalgono a un paio di anni fa, nel frattempo Banchero è cresciuto, è diventato sempre più popolare fino a raggiungere, giovedì sera, il numero 1 del Draft, un onore non certo da poco.
Giornalisti, tv, tutti addossi a Paolo Banchero, roba da far girare la testa a chiunque, soprattutto se hai 19 anni. Ma non Banchero che a precisa domanda se confermasse il suo sì alla maglia azzurra non ha avuto nessun tentennamento: “Giocherò per l’Italia non questa, ma la prossima estate” ha dichiarato mentre guardava il palco dove sarebbe salito da protagonista numero 1, indossando un completo viola che se una volta si diceva portasse sfortuna, almeno in teatro per una storia che risale addirittura al Medioevo, alla nuova stella della NBA ha dato invece la grandissima popolarità.