Joe Biden (depositphotos)

Più truppe Usa in Italia e in Europa. Lo ha annunciato, ieri, il presidente americano Joe Biden, durante il summit Nato a Madrid, annunciando il rafforzamento della presenza militare statunitense in Europa, incluse capacità difensive aeree aggiuntive in Germania e in Italia. Washington inoltre è pronta a istituire un quartier generale permanente per gli uomini del Quinto corpo dell’esercito in Polonia, piano al quale il presidente russo Vladimir Putin si era a lungo opposto. Attualmente gli Stati Uniti hanno già più di 100mila militari dispiegati sul Vecchio Continente, cinque volte quanti ve ne erano prima che Mosca scatenasse la sua offensiva in Ucraina.

“Oggi – ha sottolineato l’inquilino della Casa Bianca – lanciamo un messaggio: l’Alleanza atlantica è forte e unita. Putin voleva una Finlandizzazione dell’Europa. Invece avrà una Nato-izzazione. È esattamente quel che non voleva, ma è anche esattamente quel che occorre fare per garantire la sicurezza dell’Europa“. Le parole del presidente americano sono giunte subito dopo quelle pronunciate dal segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg il quale, in occasione dell’apertura dei lavori del vertice aveva già annunciato che il numero dei militari delle forze d’intervento rapido della Nato sarebbe aumentato da 40 a 300mila.

Al termine del vertice, i leader dell’Alleanza hanno tutti concordato circa il fatto che, in questo momento, la Russia rappresenti “la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli Alleati e alla pace e alla stabilità nell’area euro-atlantica” da qui, dunque, la decisione di serrare i ranghi e rafforzare il dispositivo militare. Nel mirino dell’Alleanza è finita anche la Cina. Prima dell’incontro il segretario generale Jens Stoltenberg aveva parlato di summit “storico e trasformativo”, in un momento in cui “affrontiamo la sfida più grande dalla Seconda guerra mondiale“. La Russia, aveva sottolineato infatti Stoltenberg, pone “una minaccia diretta alla nostra sicurezza”, e anche per questo l’ok della Turchia all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza è “vantaggioso per tutti”.