di SANDRA ECHENIQUE
Rumford è un piccolo punto degli Stati Uniti, lassù nel Maine: nemmeno 6.000 abitanti anche se negli anni ’60  si superava quota 10.000.  Ma se quella minuscola macchiolina dovesse invece rappresentare l’orgoglio per le radici italiane, beh allora si potrebbe vedere, grande e appariscente, in qualsiasi mappa degli Stati Uniti. E per raccontare tutto si deve andare indietro nel tempo. Cominciando dal 1915 quando Order Sons of Italy in America, la più grande e antica organizzazione fraternale degli Stati Uniti, fondata il 22 giugno 1905, vide la nascita di una delle prime logge proprio a Rumford.
Andata avanti ininterrottamente per 117 anni, da poco ha dovuto chiudere definitivamente: ormai non c’erano più membri italoamericani e mancava di conseguenza anche il denaro per mantenere l’edificio della sede. E la lodge di Rumford era anche l’ultima esistente nel Maine, che così d’ora in poi non avrà più Order Sons of Italy sul territorio dello stato. Ma allora le radici, il patrimonio, il ricordo italiano?
No, quello non potrà mai sparire perchè giovedì scorso, come ha raccontato Bruce Farrin (Rumford Falls Times), è stato inaugurato un monumento voluto proprio da Order of the Sons of Italy in America con lo scopo di riconoscere l’apporto dato dagli italiani e dai loro discendenti in quella regione negli ultimi 200 anni. Jim Rinaldo, forse l’unica memoria  storica italoamericana rimasta a Rumford, ha descritto quel momento in maniera semplice, ma significativa: “La comunità italiana – ha detto – dovrebbe essere orgogliosa, questo è tutto per i suoi componenti”.
E il monumento è davvero particolare ed è stato ispirato da un dipinto fatto in passato dalla moglie di Rinaldo che adornava una delle sale della sede dell’associazione: porta l’emblema di Order Sons of Italy da una parte e la bandiera italiana dall’altra proprio sopra una rappresentazione geografica dell’Italia: lo Stivale, i suoi confini di una volta e poi incise le città di provenienza di 78 emigranti, i cui nomi sono elencati in ordine alfabetico. Si va da Agostinelli per arrivare fino a Zollo, si parte da Lorenzago di Cadore per andare fino a Messina. Un monumento in granito voluto dall’associazione come una specie di regalo d’addio, prima di chiudere per sempre una porta rimasta spalancata per tutti nell’arco di 117 anni.
Jim Rinaldo durante un incontro avvenuto alla Rumford Historical Society, ha raccontato succintamente quanto e come hanno dato gli italiani non solo alla cittadina di Rumford, ma in tutto lo stato del Maine. “Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 – ha spiegato – c’erano i Chisholm i Pettingill che furono determinanti nel far partire la città, ma andando agli anni ’50 è stata la famiglia Puiia determinante per compiere il salto in un’altra era. E c’era Vito Umbro Jr., fu lui a far avviare a Mexico (cittadina vicina ndr) la Hope School, mentre Carmelo Puiia Jr., un barbiere, portò la tv via cavo nello stato, dopo che alcuni parenti gliela avevano mostrata a New York…”. Storie di un tempo che dovrebbero rimanere per sempre. A mantenerle ci proverà quel granito rossastro appena inaugurato: “… Questo monumento – si legge, inciso – è per tutte le persone che questi cognomi rappresentano, che hanno vissuto, lavorato, pregato… Possano non essere mai dimenticate per i sacrifici che hanno fatto per le loro famiglie e la loro comunità…”.