Con una nostra interrogazione, sottoscritta da diversi colleghi del nostro gruppo parlamentare al Senato, abbiamo richiamato la Ministra per il Mezzogiorno e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sulll’esigenza di rilanciare la ‘Rete dei Talenti’, che il precedente Ministro per il Sud e per la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, aveva concepito e inserito nel ‘Piano Sud 2030. Sviluppo e coesione dell’Italia’. 

Ricordiamo che la ‘Rete dei Talenti per il Sud’ si proponeva di perseguire importanti obiettivi strategici, quali “il trasferimento di conoscenze e buone pratiche, sfruttando i vantaggi delle reti telematiche e digitali; la diffusione di una cultura delle politiche di innovazione e della nuova imprenditorialità tecnologica; il sostegno a giovani che vogliono restare o tornare al Sud per dare vita a startup o lavorare in hub di ricerca; l’ingresso di ‘talenti’ in partnership imprenditoriali innovative”. 

L’obiettivo immediato del progetto era quello di realizzare una Piattaforma digitale capace di interrogare i ‘talenti, individualmente o in via istituzionale, da parte di amministrazioni, imprese, cittadini impegnati in progetti di innovazione. 

Per la crisi di governo, questo complesso lavoro si era arenato dopo che era stata realizzata tutta una serie di collaborazioni e di partnership, ad iniziare da quella con il Ministero degli esteri, che aveva dato mandato alle sedi estere di rastrellare figure idonee allo scopo. Allo stesso tempo, erano già stati selezionati circa 800 profili di ‘talenti’, collocati nei tre ambiti delle ‘politiche pubbliche’, dell’innovazione sociale e tecnologica’ e dell’impresa’, mentre la ‘rete dei talenti’, nel suo complesso, era stata incardinata nell’Agenzia della Coesione.

Ora, i processi economici e sociali che avevano portato all’adozione del Piano Sud 2030 continuano a incidere profondamente nel corpo della società meridionale e la fase di stagnazione indotta dall’ondata pandemica ha anzi esteso i suoi effetti ben oltre l’ambito meridionale, coinvolgendo l’intera compagine nazionale in un contesto europeo segnato da analoghe problematiche. Crediamo, dunque, che sia necessario rilanciare il progetto e magari considerare se non sia opportuno che l’apporto della ‘rete dei talenti’ possa avere una proiezione territoriale più ampia rispetto al passato, di dimensione nazionale. 

Per questo, abbiamo chiesto ai Ministri interpellati se non ritengano di riprendere e completare la ‘rete dei Talenti’ rendendola compiutamente operativa e se non considerino opportuna l’estensione della sua proiezione all’intero territorio nazionale, risolvendo coerentemente anche la questione dell’attribuzione delle competenze amministrative. 

Senatori Fabio Porta e Francesco Giacobbe