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In questa rubrica vogliamo raccontarvi le storie di grandi italo-uruguaiani. Alcuni di loro, sono ancora in vita e lavorano. Ma prima di entrare nelle storie e capire meglio il senso di questa rubrica, vogliamo trasmettervi qualche appunto su ció che significano le origini storiche del nostro paese nel sangue del mondo e particolarmente sudamericano.

QUANTI SIAMO…..

Sono stati fatti migliaia di studi sulla popolazione di origine italiana a livello mondiale in tutto il nostro pianeta. Abbiamo sentito parlare anche di 300 milioni, forse potrebbero essere di piú o molti di meno. Ma uno studio realizzato recentemente da un gruppo di ditte BIG data di vari paesi, è giunto alla conclusione che stiamo per raggiungere i 160 milioni e mi pare una cifra abbastanza logica.

Per capire meglio è necessario prima fare una carrellata globale dei numeri in mano che qui vi pubblichiamo:

In tutto il mondo, gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiano Residenti all’Estero) non arrivano ai 7 milioni, ma se pensiamo a tutti gli esseri umani che hanno sangue italiano, la differenza è abissale. La comunità, piú grande nel senso di numero di passaporti circolanti, da molto tempo é quella italiana in Argentina. Si è parlato di quasi 1 milione ma, in realtá, in tutto il mondo, il paese dove circola piú sangue italiano (non soltanto cittadini) è il Brasile con quasi 34 milioni. Se pensiamo che soltanto negli stati del Sud Santa Catarina, Rio Grande do Sul e Paraná, vi sono 7 milioni di persone che parlano il TALIAN, un antico dialetto veneto, potremo capire l’influenza dell’Italia in alcune regioni. Anche a San Paolo, uno stato di quasi 43 milioni di abitanti, secondo questi studi, dovrebbero esserci circa 15 milioni di discendenti di italiani. Secondo nel mondo ma con il maggior numero di passaporti italiani, è l’Argentina, dove ci sono fra 20 e 25 milioni di discendenti di italiani e la medaglia di bronzo la portano gli USA con circa 18 milioni.

Le cifre di questa inchiesta sono, spesso incredibili, perché considerate in proporzione di ogni paese e ci colpisce tanto la discendenza italiana in Paraguay, che, al quarto posto, porta, quasi pari all’Uruguay, quasi la metá dell’intero paese con 2.5 milioni di discendenti. Sorpresi anche per Venezuela, Colombia o Canadá in numeri tondi. All’ottavo posto troviamo la Francia e al nono il nostro piccolo Uruguay, dove, da sempre, si sostiene che “quasi la metá della popolazione” porta, almeno, un cognome nostrano. Continuano Australia, Germania, Perú, Belgio, Costa Rica, Cile, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Messico, Sudafrica, Ecuador, Russia, San Marino, Austria, Lussemburgo, Croazia, Albania, Portogallo, Polonia, Nuova Zelanda, Repubblica Dominicana, Repubblica Ceca, Romania e Slovenia, di seguito nel ranking. Ma, soprattutto sorpresi sulle percentuali di discendenza di ogni regione italiana per quanto riguarda i 3 paesi emblematici del Sudamerica, ossia   Brasile, Argentina e Uruguay.

Se consideriamo regione per regione, anche qui abbiamo un ranking storico perché, per decenni ci hanno mostrato Campani, Calabresi o Liguri o Veneti, sempre ai primi posti del ranking “di importazione di sangue italiano”. 

Per un lungo periodo sono emigrati più italiani dal Nord, ma poi, molti dal Sud, come, per esempio, nel secolo XX e soprattutto nel dopoguerra. Vediamo comunque un po’ le origini e percentuali di ogni regione italiana in questa grafica

REGIONE                                           PERCENTUALE                                                                  

Veneto                                                 26.6%                                          

Campania                                           12.1%

Calabria                                                8,2%

Lombardia                                                   7.7%

Toscana                                                        5,9%

 Friuli Venezia Giulia                                    5,8%

Trentino Alto Adige/Sudtirol                        5,3%

Emilia Romagna                                            4,3%

Basilicata                                                       3,8%

Sicilia                                                             3,2%

Piemonte                                                        2,8%

Puglia                                                             2,5%

Marche                                                           1,8%

Molise                                                            1,8%

Lazio                                                               1.1%

Umbria                                                             0,8%

Liguria                                                             0,7%

Sardegna                                                          0,4%

Valle D’Aosta                                                  0,2%

Durante molto tempo e in varie occasioni, vi abbiamo parlato di italo-uruguaiani che si sono distinti in vari settori della società uruguaiana e qui vogliamo ricordarne alcuni e tanti altri:

ARCHITETTURA E INGEGNERIA

LEPOLDO ARTUCIO

Leopoldo Carlos Artucio (1903-1976) é stato un architetto e Professore uruguaiano e Decano della Facoltà di Architettura dell’Università della Repubblica. Figlio di piemontesi e sardi, come in tante occasioni, per via delle storpiature linguistiche, le incomprensioni e l’analfabetismo, il vero suo cognome era Artusi. Si laureò presso la Facoltà di Architettura (Università della Repubblica) il 30 settembre 1930, dove insegnò e divenne Decano. Ha anche progettato e diretto numerose opere, tra cui merita di essere evidenziata la casa di suo zio, il dottor Hernán Artucio, una straordinaria casa nella “Calle Cuareim Street”. Come designer e insegnante, si ispirò alle opere di Le Corbusier e Frank Lloyd Wright. Fu anche autore di opere di riferimento, come Montevideo e l’architettura moderna (Ed. Nuestra Tierra nº 5, Montevideo, 1971).

AURELIO LUCCHINI

Piú vicini nel tempo ma restando nell’ambito dell’Architettura e Ingegneria, non possiamo dimenticarci di Aurelio Lucchini, figlio di emigranti lombardi. Nasceva a Montevideo nel 1910 e morí sempre qui nel 1989. Ha studiato nella Facoltà di Architettura dell’UDELAR, laureandosi in Architetto per poi dedicarsi  all’insegnamento e alla ricerca presso l’Istituto di Storia dell’Architettura. Fu influenzato dall’architetto di Juan Giuria, altro discendente di italiani, famoso in tutto il mondo per essere stato il primo architetto non vedente latinoamericano a progettare vari edifici su piani scritti in braille. La sua ultima opera, conclusa dopo la sua morte, si trova nel quartiere centrale della città di Montevideo, i suoi curiosi buchi sono dovuti alla confusione dei muratori nel vedere la scrittura braille sull’intero piano. Anche lui fu Decano della Facoltá di Architettura e fu autore di numerose opere di consultazione sulla storia dell’architettura in Uruguay. Nel marzo 1983 fu nominato per occupare una cattedra presso l’Accademia Nazionale di Lettere dell’Uruguay, in cui è rimasto fino alla sua morte.                                        

JUAN GIURIA

Anche Juan (Giovanni Giuria), figlio del piemontese Giuseppe Giuria e della catalana Carlota Durán ha occupato un ruolo fondamentale nell’architettura dell’Uruguay. Studiò presso l’antica Facoltà di Matematica di Montevideo, diplomandosi in architetto. Si dedicò all’insegnamento e alla ricerca. Promotore dell’Istituto di Storia dell’Architettura, tra i suoi collaboratori figurano Aurelio Lucchini ed Elzeario Boix. Fra i suoi progetti piú importanti troviamo il Padiglione del Pereira Rossell e l’ Ospedale Pedro Visca, attuale Facoltà di Scienze Economiche e Amministrazione (1923)

JORGE BROVETTO

Un capitolo a parte per un amico della casa GENTE D’ITALIA come Jorge Brovetto, di origini liguri che é stato molto vicino al nostro giornale durante i nostro primi anni di vita. Jorge Brovetto Cruz (Montevideo, 14 febbraio 1933-Ib., 8 giugno 2019) è stato un ingegnere chimico, professore universitario e ricercatore scientifico uruguaiano, che ha ricoperto per due periodi consecutivi il rettorato dell’Università della Repubblica (UdelaR). la presidenza de la Unión Latino-Americana de Universidades (UDUAL) e il segretario esecutivo dell’Association of Montevideo Group Universities (AUGM).

Ritiratosi dalla vita accademica attiva, fu eletto presidente del Frente Amplio dal 2005 al 2008. Durante lo stesso periodo é stato anche è stato Ministro dell’Istruzione e della Cultura durante la prima presidenza di Tabaré Vázquez.

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(CONTINUA)                                                            

STEFANO CASINI